| L’Intelligence e l’Information Warfare |
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| Scritto da Glicerio Taurisano | |
| domenica 01 luglio 2007 23:23 | |
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L’intelligence attuale o del futuro non trova più impieghi nelle ricerche informazioni di importanza essenziale, a volte di scarsa quantità o qualità, che
esistevano e venivano ricercate durante gli anni della guerra fredda.
Oggi, il mondo è cambiato, fattori di geopolitica, economici, di
globalizzazione e di tecnologie avanzate, hanno e continuano a produrre
una quantità enorme di informazioni, e tali fattori condizionano, e continueranno a farlo, le comunità di Intelligence mondiali. E’ nata così una nuova guerra, fatta di notizie, di dati, di milioni e milioni di “file”
che continuamente vengono trasmessi, inviati o scambiati sotto
criptaggi o con una semplice figura, nascosti dietro una frase o sotto
una foto, in qualsiasi modo avvenga, ciò ha prodotto un nuovo modello
di guerra, la “guerra delle informazioni”.
L’information warfare, non si limita ai soli “campi di battaglia” come disciplina militare ma è anche una “strategia cognitiva” allo
scopo di contrastare, influenzare, degradare o distruggere la capacità
di comando e controllo avversario, attraverso operazioni di
Intelligence e di Competitive Intelligence, al fine di potenziare e/o
proteggere il proprio controllo e comando.
L’Information
Technology non ha soltanto influenzato le quotidiane operazioni
gestionali o produttive di Aziende o Industrie, ma ha rivoluzionato
soprattutto il concetto di “guerra” o nell’immediata esigenza attuale
di “difesa” e “sicurezza”.
La guerra delle
informazioni unitamente al cyber-terrorismo presume una nuova e
costante ricerca di intelligence a scopi soprattutto difensivi, da qui
la necessità e la logica di richiamare nel contesto una più proficua
collaborazione tra le comunità di intelligence dei Paesi Occidentali.
Preclusioni alle
evoluzioni tecnologiche, l’antiglobalizzazione e il fermo tentativo di
interrompere i corsi democratici internazionali, seppur in
contraddizione con il cyber-crime o terrorismo, sono canali
interferenti a quei processi di stabilità, di libertà e di crescita sia
economica che tecnologica; ciò genera non solo contrasti con i
tradizionali canali d’informazione che fino ad ieri erano utilizzati a
scopo di raccolta, bensì producono una quantità enorme di informazioni
e contro-informazioni, quest’ultime per lo più delle volte create
spontaneamente a confondere e generare condizionamento ai preposti
Organi di Sicurezza.
Nonostante il
terrorismo e la criminalità contrastano fortemente le tecnologie,
anch’essi ne fanno utilizzo per generare “implosione” nei processi
tecnologici stessi, cioè attentare a siti web di grandi aziende o
istituzionali per utilizzo e l’interscambio delle informazioni fine
agli scopi criminali che si prefiggono. Tale concetto è riscontrabile
anche, ad esempio, durante un’operazione di guerra: il nemico utilizza
la stessa “arma” per distruggere a sua volta quella dell’avversario, è
la “contraddizione” della Information Warfare: tecnologia contro
tecnologia per distruggere la “tecnologia stessa”.
La
guerra delle informazioni, nell’information technology è, comunque,
quell’azione fine alla protezione, sfruttamento, danneggiamento,
rifiuto o distruzione delle informazioni o delle risorse informative,
al fine di raggiungere un significativo vantaggio, un importante
obiettivo o una vittoria sull’avversario, utilizzando l’identica “arma”.
Fig.1-Rappresentazione, elementare, dell’infiltrazione nel contesto Information Warfare, attraverso operazioni di Intelligence.
Data
una concentrazione di informazioni o un nucleo o una fonte matrice, nel
contesto della guerra delle informazioni, “l’area difensiva” [che
potrebbe essere uno Stato, un’Istituzione, un Contesto Bellico o più
semplicemente un’azienda] si predispone in modo tale da difendere le
proprie “informazioni” attraverso la gestione ed il controllo di
operazioni atte a creare “false informazioni” le quali saranno
introdotte, attraverso canali ben studiati ed appropriati, nella logica
della raccolta antagonista o del “nemico”.
In
tal modo ne dispone la penetrazione per mezzo dell’Intelligence, la
quale, avviate tutte le procedure da manuale e non, si appresta ad
identificare la via d’accesso più sensibile attraverso la quale
infiltrarsi e distruggere o sabotare le informazioni del “nemico”
affinché questi non usino la stessa tecnica per attaccare in ugual
modo, ancor prima che venissero individuati i canali di penetrazione.
In realtà questa “intelligence tecnology operation
“ è molto più complicata di quanto sopra raffigurato poiché presume di
alcuni processi, iniziali complessi, interdipendenti strutturati e
asimmetrici finali, poiché tale operazione risulta essere utile anche
per estrapolare informazioni contestualmente al distruggere e/o
all’erogarne delle falsi e/o costruite a tale scopo.
Dell’Information Warfare, si identificano tre classi distinte:
L’Information Warfare di Classe 1
Rappresenta la “Personal Information Warfare”, la guerra delle informazioni quando queste si riferiscono ad un solo individuo.
L’Information Warfare di Classe 2
Con
questa si intende la “Corporate Information Warfare” e rapprenda
l’utilizzo delle informazioni economiche riguardanti Imprese o Aziende
al fine di acquisire un vantaggio competitivo di tipo economico.
L’Information Warfare di Classe 3 Quest’ultima
viene definita con il termine: “Global Information Warfare” ed è quella
che viene esercitata contro le risorse industriali, gli ambienti
politici di influenza e le forze economiche a livello globale che può
interessare anche un intera Nazione.
[il
primo metodo di classificazione sistematica che aiuta a collocare un
ordine generale della materia, è stato proprio di Winn Schwartau, giornalista
e scrittore specializzato nella sicurezza dei mezzi informatici, ha
pubblicato il best seller per la difesa dagli hacker: "Cybershock:
Surviving Hackers, Phreakers, Identity Thieves, Internet Terrorists and
Weapons of Mass Disruption"]
Mentre invece, la definizione ufficiale del Dipartimento della Difesa USA è la seguente: “azioni
intraprese per ottenere una superiorità informativa condizionando le
informazioni, i processi basati sulle informazione, i sistemi
d’informazione e le reti basate sui computer propri” [ovvero
quel grado di superiorità nel campo dell’informazione che permette la
conduzione delle operazioni senza effettivo contrasto]
La
Guerra delle Informazioni non è soltanto un “attacco” o una “difesa” in
contesti di pace o in quelli di una “low intensity conflicts”, ma essa
ha un ruolo fondamentale anche in scenari di guerra o nella realtà
terrorismo, il quale, quest’ultimo, è emerso come la minaccia più
prossima anche nella information warfare, poiché il terrorismo nei suoi
obiettivi ha anche l’indebolimento dei Governi per indurli a concedere
consensi in linea con i loro obiettivi per fini politici.
I
conflitti del futuro avranno quindi l’ aspetto della Information
Warfare generando una componente fondamentale attraverso il
“cyber-terrorismo” e il “cyber-crime” e questa forma di guerra ha già
preso spazio nelle contese seppur in alcuni Paesi, Governi ed Aziende
appaiono impreparati ad affrontare una simile minaccia, i quali si
trovano ad affrontare minacce tecnologiche provenienti da almeno
quattro tipi di fonti generatrici di minaccia:
· Nazioni che competono tra di loro per ottenere vantaggi economici, guadagni o superiorità geografica; ·
Organizzazioni terroristiche che hanno per obiettivo la
destabilizzazione di una Nazione, di un Impresa o un’Azienda, come
meccanismo di agevolazione per la presa di potere;
·
Organizzazioni criminali alla continua ricerca di profitti, preposte a
creare disordini per facilitare le azioni criminali oppure ottenere
vantaggi nelle attività politiche;
·
Aziende che cercano di distruggere la concorrenza, non solo attraverso
lo spionaggio, ma anche erodendone le capacità di network.
Il mondo
economico o produttivo sarà obiettivo principale di attacchi per mezzo
della Information Warfare, anche perché è già da queste fonti che tale
caratteristica di “nuova guerra” prende forma, piuttosto di difesa che
di attacco, ma pur sempre scatenante un processo di evoluzione nel
contesto della guerra tecnologica, di informazioni e di nuovi scenari
che investiranno, come un’ondata, le Nazioni e i Governi, quelli
Occidentali soprattutto. I Servizi di
Intelligence dovranno recapitare sempre più informazioni riguardanti le
nuove sfere diatribiche di Paesi i quali interessi sono prettamente
politico-economici, e non di naturale e civile interscambio produttivo,
interessi di gran lunga simili a quelli di un terrorismo internazionale
le cui fonti strategiche sembrano arrivare principalmente proprio dai
Paesi sopra detti.
Una ricerca e
uno studio ponderato su alcuni altri modelli difensivi per la
Information Warfare deve arrivare proprio dagli Uffici Governativi di
Sicurezza Nazionale, se vogliamo oggi, prepararci a difendere gli
interessi Italiani Industriali ed Aziendali nonché fortificare la
Difesa Nazionale, contro gli attacchi di criminali e terroristi che
potrebbero, vero è, diventare forza in campo di quei Paesi i quali non
esiterebbero in una collaborazione fattiva con tali organizzazioni per
convergere i propri interessi sull’economia dei Paesi Occidentali.
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 10 febbraio 2009 21:07 ) |
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