Storia

Operazione Neu-Schwabenland

Storia particolareggiata sulla spedizione speciale nazista "Neu-Schwabenland" effettuata tra il 1938 e il 1939 in Antartide. Vedremo e analizzeremo i "perchè" di questa missione!

                                                                               

Il 17 dicembre 1938 partiva dal porto tedesco di Amburgo la motonave "Schwabenland" (*) la quale doveva raggiungere la costa del continente antartico il 19 gennaio 1939. Tale spedizione, denominata “Deutsche Antarktische Expedition” era al comando dell' Hauptmann Alfred Ritscher. A longitudine 0, a latitudine 70°, due piloti di idrovolanti fotografarono la superficie con apparecchiature ad alta definizione compiendo oltre 11.000 scatti e avvistarono una regione collinosa senza ghiacci, coperte solamente di conifere e piene di muschio, oltre 20 laghi con acque tiepide. (**) Scoperte che saranno successivamente confermate nel 1947 dalla spedizione antartica dell'ammiraglio dell'US Navy Byrd. Tale territorio già chiamato dagli esploratori norvegesi "Terra della Regina Maud" fu ribattezzata "Neu- Schwabenland". La suddetta spedizione tornò ad Amburgo nell'aprile del 1939 riferendo, tra l'altro, che la zona antartica era completamente immune da ogni affezione batterica: infatti il plancton vegetale lì presente aveva la funzione di un moderno antibiotico naturale ed universale capace di stroncare ogni tipo di infezione; e l'aria risultava completamente asettica, costituita da una miriade di micro-organismi giunti con molta probabilità sulla Terra dallo sconfinato spazio stellare e sopravvissuti lì per  aver trovato condizioni simili a quelle proprie al loro habitat originario. Quindi lì era presente come una specie di efficace "calotta antibiotica". Questo perché la "Deutsche Antarktische Expedition" annoverava tra le proprie file esperti sia civili che militari, tra cui biologi, botanici ed esperti in idrografia, i quali erano stati preparati dalla "Società Tedesca per le Ricerche Polari", i cui componenti erano già stati altre 5 volte prima di questa in Antartide: la prima, nel 1873, col piroscafo "Groenland"; mentre l'ultima era avvenuta nel 1925 con l'ausilio della nave per rilevazioni "Meteor". Poi nel 1947 un certo Ladislao Szabo pubblicò a Norimberga un libretto in cui si affermava che un convoglio nazista, alla fine del conflitto, si era prima diretto verso la Patagonia argentina e poi aveva raggiunto l'Antartico dove era stata costruita in tutta segretezza la base sotterranea di "Neu-Schwabenland", la cui prima tappa era avvenuta proprio con la missione del 1938 di Alfred Ritscher.(***)

A conferma di tali apparenti fantasie, si possono citare:      

1) un articolo di un certo John X dal titolo Alfetersan, adm. Byrd, pubblicato sul fanzine "U.I.F.S." del maggio 1992, nel quale si fa riferimento al ritrovamento dei diari di viaggio dell'ammiraglio dell'US Navy Richard Evelyn Byrd (1888-1957) dove era riportato il saluto con cui alcuni abitanti dell'Antartico avrebbero parlato "Alfetersan"; tale parola non sarebbe stato altro che una male interpretazione dell'ammiraglio del termine tedesco "auf wieder sehen" , che significa per l'appunto "arrivederci".                                                                    

2) dai rapporti di Ritscher si apprende che nella zona interessata all'esplorazione del 1938-'39 si erano riscontrati correnti d'acqua calda d'origine termico-vulcanica le quali avevano creato enormi caverne prive di ghiaccio lunghe perfino 50 km, dove si sarebbero benissimo potuto costruire delle basi permanenti.

3) Da tener presente altresì che al termine del conflitto mancarono all'appello degli anglo-americani ben 54 U-Boot tedeschi di cui non si è saputo più nulla. Sembra che lo stesso Ammiraglio tedesco Karl Doenitz abbia affermato nel 1943 che la flotta sottomarina veniva costruita in un'altra parte del mondo, presso una fortezza imprendibile.                                                                    

4) Nel 1989 il fanzine inglese "Awarennes" riportava un articolo di D.N. Mansell, secondo il quale si affermava che il 20 febbraio 1979 un gruppo di pescherecci portoghesi e spagnoli si imbatté, tra l'isola di Madeira e le Canarie, in un mezzo sottomarino, recante la scritta "U 567" ed innalzante una strana bandiera che ricordava molto quello dell'"ONT - Ordine dei Nuovi Templari", derivante dai Templeisen der Graal, con 4 fiordalisi in campo oro e con una piccola svastica rossa al centro.

5) Un testo dell'Agenzia France Press del 25 settembre 1946 così riferiva testualmente : "Le continue voci in merito ad attività di U.Boat nella regione della Terra del Fuoco, tra l'estremo sud dell'America latina e il continente Antartico sono basate su avvenimenti reali". In poche parole, si voleva avvalorare la notizia che era stata precedentemente diffusa dal quotidiano "France Soir" secondo la quale la baleniera "Juliana" era stata improvvisamente fermata a sud delle isole Falkland-Malvinas da un U.Boat battente bandiera navale del fu Terzo Reich che era riemersa poco distante dalla nave. I marinai tedeschi, parlando un discreto inglese, comprarono del pesce fresco, lo pagarono in dollari, trasportandolo poi a bordo del sommergibile. Prima di dare l'ordine di immersione, il comandante tedesco rivelò all'equipaggio della baleniera la posizione di un branco di balene che erano stati avvistati non molto lontano dal luogo dell'incontro. Posizione che si rivelò esatta.     

6) Con la quasi sconosciuta "Operazione High Jump"  l'US Navy, alla fine del 1946, mobilitò ben 4.600 uomini, 6 elicotteri, 6 Martin PBM, 2 navi appoggio idrovolanti, 15 altri aerei, 13 navi appoggio e una portaerei, la "USS Philippine Sea", per andare ufficialmente alla ricerca di siti per eventuali possibili basi permanenti, come riportato sul libro di Lisle Rose dal titolo "Assault on Eternity". Tale missione in realtà non sarebbe stata altro che un tentativo non riuscito di distruggere la base segreta nazista nell'Antartico chiamato "Neu-Schwabenland". (****)

* La nave "Schwabenland" era una particolare imbarcazione in grado tra l'altro di trasportare e lanciare il "Dornier Wal". Era montato su una catapulta situata sul ponte della nave e l'aereo poteva decollare direttamente da essa. Tale nave speciale fu preparata nei cantieri di Amburgo, arrivando a costare ben un milione di Reichsmark, quasi un terzo del budget totale messo a disposizione per la spedizione in Antartide. Da tener presente che i componenti della spedizione furono scelti e addestrati dalla "Società Tedesca per la Ricerca Polare". La nave si posizionerà a 4° 15' ovest e a 69° 10' sud.

** Gli aerei Dornier Wal effettueranno nei giorni seguenti ben 15 voli e riuscirono a perlustrare circa seicentomila kmq, quasi un quinto della superficie dell'Antartide. Per confermare il possesso da parte tedesca di tali territori, furono piantate sui ghiacci centinaia di bandiere naziste dai due aerei denominati "Passat" e "Boreas".                                 

*** Da considerare che documenti oggi declassificati riferiscono che nel 1940 ci furono ulteriori spedizioni segrete verso Neu-schwabenlannd in Antartide: come punto d'attracco furono utilizzate due delle tre baie a nord-ovest delle montagne Muhling-Hoffmann, comprese tra i 3° ovest e i 70° sud. Poi nel 1942 si iniziò la costruzione dell'enigmatica base segreta nazista "Base 211-Neu Berlin" e tutto il materiale necessario a realizzare tale base fu trasportata con gli U-Boot. Viaggio facilitato da un canalone naturale sottomarino che attraversava addirittura l'intero continente antartico. E' possibile che alcuni interrogatori degli equipaggi degli U-Boot catturati a fine guerra in Argentina avessero procurato agli americani importanti informazioni circa la posizione e la vera esistenza della base 211 in Antartide.

E forse proprio grazie a tali informazioni la marina statunitense lanciava tra il 1946 e il 1947 la più grande operazione militare sul continente antartico, che come vedremo avrà il nome in codice di "Operazione High Jump".     

                                  Deutsche Antarktische Expedition 1938/39

Expeditionsleiter Kapitän: Alfred Ritscher
Kapitän des Schiffes: Alfred Kottas, DLH
Eislotse Kapitän: Otto Kraul
Schiffsarzt: Dr. Josef Bludau, NDL
Flugkapitän: Rudolf Mayr, Fuehrer der Dornier-Wales „Passat“, DLH
Flugzeugmechaniker: Franz Preuschoff, DLH
Flugfunker: Herbert Ruhnke, DLH
Luftbildner: Max Bundermann, Hansa Luftbild G.m.b.H.
Flugkapitän: Richardheinrich Schirmacher, Fuehrer der Dornier-Wales „Boreas“, DLH
Flugzeugmechaniker: Kurt Loesener, DLH
Flugfunker: Erich Gruber, DLH
Luftbildner: Siegfried Sauter, Hansa Luftbild G.m.b.H.
I. Meteorologe: Dr. Herbert Regula, Deutsche Seewarte, Hamburg
II. Meteorologe: Studienassessor Heinz Lange, R. F. W., Berlin
Techn. Assistent: Walter Krueger, R.f.W., Berlin
Techn. Assistent: Wilhelm Gockel, Marineobservatorium Wilhelmshaven
Biologe: Studienref. Erich Barkley, Reichsstelle für Fischerei (Institut für Walforschung)
Geophysiker: cand. Geophys. Leo Gburek, Erdmagnetisches Institut, Leipzig
Geograph: Dr. Ernst Herrmann
Ozeanograph: cand. Phil. Karl-Heinz Paulsen
I.
Offizier: Herbert Amelang
II. Offizier: Karl-Heinz Roebke
III. Offizier: Hans Werner Viereck
IV. Offizier: Vincenz Grisar
Schiffsfunkleiter: Erich Harmsen
Schiffsfunkoffizier: Kurt Bojahr
Schiffsfunkoffizier: Ludwig Muellmerstadt
Leitender Ingenieur: Karl Uhlig
II. Ingenieur: Robert Schulz
III. Ingenieur: Henry Maas
IV. Ingenieur: Edgar Gaeng
IV. Ingenieur: Hans Nielsen
Ing. Assistent: Johann Frey
Ing. Assistent: Georg Jelschen
Ing. Assistent: Heinz Siewert
Elektriker: Elektro-Ing. Herbert Bruns
Elektriker: Karl-Heinz Bode
Werkmeister: Herbert Bolle, DLH
Katapultführer: Wilhelm Hartmann, DLH
Lagerhalter: Alfred Ruecker, DLH
Flugmechaniker: Franz Weiland, DLH
Flugmechaniker: Axel Mylius, DLH
Flugmechaniker: Wilhelm Lender, DLH
Bootsmann: Willy Stein
I. Zimmermann: Richard Wehrend
II. Zimmermann: Alfons Schaefer
Matrose: Heinz Hoek
Matrose: Juergen Ulpts
Matrose: Albert Weber
Matrose: Adolf Kunze
Matrose: Karl Hedden
Matrose: Eugen Klenk
Matrose: Fritz Jedamezyk
Matrose: Emil Brandt
Matrose: Kurt Ohnemueller
Leichtmatrose: Alfred Peters

Decksjunge: Alex Burtscheid


****  Nuova Svevia

La Nuova Svevia (Neuschwabenland in tedesco), è una zona dell'Antartide con una superficie di 600 000 km² compresa tra le latitudini 20°E e 10°O (situata nella Terra della regina Maud, rivendicata dalla Norvegia), fu rivendicata dalla Germania nazista dal 19 gennaio 1939 all'8 maggio 1945.

Storia

Come altri paesi, la Germania inviò diverse spedizioni in Antartide a fine '800. La prima spedizione fu guidata dal professore di geologia Erich Dagobert von Drygalski nel 1901. La spedizione composta da 27 uomini durò più di due anni, la loro nave Gauß, rimase bloccata per più di 14 mesi nella banchisa. Gli studiosi, geografi, magnetismo e la loro è dovuta la scoperta della Terra Guglielmo II. La seconda spedizione ufficiale (1911-1912) fu guidata da Wilhelm Filchner. Fece studi per scoprire se l'Antartide era costituito da un'unica terra. Con la sua nave, la Deutschland, penetrò nel mare di Weddell, allora inesplorato. La terza spedizione (1938-1939), guidata da Alfred Ritscher, col principale obiettivo di creare una zona per la caccia alle balene; All'epoca, l'olio di balena la principale materia prima per la fabbricazione della margarina e del sapone, quindi la Germania comprò 200 000 t/an dai norvegesi. Il 17 dicembre 1938, le nave Schwabenland partita da Amburgo con 33 persone a bordo. La nave arriva presso la costa dell'Antartide nel gennaio 1939 (4° 15´ O 69° 10´ S) e avvista la terraferma. Le settimane seguenti, i 2 idrovolanti Dornier Do J della nave, il Passat e il Boreas effettuarono una quindicina di voli, realizzando più di 11 000 fotografie aeree. Installarono una base temporanea e fecero sventolare 3 bandiere naziste. Al mese di febbraio, la nave ripartì per la Germania. Dal nome della nave Schwabenland (Svevia) prese il nome territorio esplorato (Nuova Svevia, appunto). Furono pianificate altre due spedizioni, per le estati del 1939-1940 e del 1940-1941 ; ma furono annullate a causa dell'inizio della Seconda Guerra mondiale. La seconda spedizione doveva studiare la fattibilità per costruire una base navale, probabilmente per controllare una parte dell'Oceano Indiano e del Canale di Drake, tra gli oceani Atlantico e Pacifico. Nessuno paese riconobbe le rivendicazioni tedesche, essendo tra l'altro il Terzo Reich fuori dalla Società delle Nazioni, e il Trattato Antartico del 1959 sospese tutte le rivendicazioni territoriali. Oggi la base tedesca Neumayer è situata sulla banchisa in prossimità di questa zona. Il nome Neuschwabenland (qualche volta chiamata "New Schwabenland" o "New Swabia") è tuttora ancora usato in alcune mappe.

      


Comments   

Fulvio Vanetti
+1 #1 Fulvio Vanetti 2011-04-15 13:32
Avete mai letto il mio romanzo dal titolo "Base antartica 211". edito da Albatros? Ho partecipato a 3 spedizioni in Antartide dal 2004 al 2009 e ho trovato materiale molto interessante sulla questione di Neu Schwabenland