Storia

Operazione Elster

Con "l'Operazione Elster" agenti segreti del Terzo reich volevano sabotare gli impianti del "Progetto Manhattam" dove si costruiva la bomba atomica statunitense. Operazione che diventò operativa nell'autunno del 1944.

 

 

Per questa operazione, il cui scopo doveva essere quello di sabotare gli impianti del “Progetto Manhattan” dove si costruiva la bomba atomica statunitense, verranno scelti due agenti del servizio segreto nazista contraddistinti dalle sigle “ 176” e “176/2” e diventerà operativo nell’autunno del 1944. Ma chi erano le due spie su citate ?

Ebbene, quello contrassegnato con la prima sigla si chiama Erich Gimpel, ha 34 anni, è nato a Kassel nel 1910, è ingegnere radiotecnico e dal 1938 fa parte dell’Abwehr, anche se dopo il fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944 e l’arresto del suo direttore, l’ammiraglio Wilhelm Canaris, la sua branca verrà assorbita dall’ Amt (ufficio) VI del RSHA delle SS.

In fin dei conti non è un novellino, infatti già nel 1935 è emigrato a Lima in Perù per conto di una ditta berlinese di impianti radio, e vi ha svolto un’efficiente lavoro come informatore; espulso poi dal Sud America allo scoppio del secondo conflitto mondiale, verrà impiegato in Spagna alla ricerca di dispositivi speciali per i radar; più tardi parteciperà all’ideazione e progettazione per far saltare una diga del canale di Panama per interrompere il traffico di navi anglo-americane fra i due oceani e a quella per impadronirsi, con un sonderkampfgruppe della Rocca di Gibilterra.

Ma l’incarico più importante gli verrà proposto alla fine del giugno 1944: penetrare negli USA, collegarsi con un agente già presente a New York, accertare a che punto sono le ricerche atomiche e sabotarle.

Dopo aver scelto il viaggio con un sommergibile, il 14 ottobre 1944 parte dalla base di Kiel sull’ U-Boot 1230, comandato dal capitano Hilbig, con destinazione la Frenchman Bay , al confine tra gli USA e il Canada, nei pressi di Boston.

Il secondo agente di questa operazione si chiama William Curtis Colepough, detto Billy, è alto e biondo, è un disertore americano, di madre tedesca, nato a Boston, rifugiato poi in Germania, ha accettato la rischiosa missione , anche se si rivelerà, dopo aver seguito un corso di addestramento nei servizi segreti delle SS, volubile, attaccabrighe, infido, poco intenzionato a fare sul serio e molto spaventato.

Portano con loro due valigie contenenti 60.000 dollari USA in banconote, diamanti pari a oltre 100.000 dollari USA, pistole automatiche, una radiotrasmittente potentissima, che si sono addestrati a smontare e rimontare in 30 minuti, macchine fotografiche ed inchiostro simpatico.

Il piano è il seguente: sbarcare in USA, scegliersi una base tranquilla a New York, entrare in contatto con l’agente tedesco che si trova lì fin dallo scoppio del conflitto e, appena individuati gli stabilimenti dove si costruisce l’atomica, unirsi ad un gruppo di sabotatori che dovranno arrivare dal Perù; questi, dopo aver ricevuto un segnale prestabilito, si trasferiranno negli USA per sabotare gli impianti del “Progetto Manhattan” e attuare “l’Operazione Elster”.

Il viaggio del sommergibile tedesco dura 46 giorni. La sera del 29 novembre l’ U-Boot 1230 penetra nella baia di Fundy, a 80 metri di profondità, passando sotto il ventre di un incrociatore dell’ US Navy che ne sorveglia l’ingresso, e si avvicina a riva fino a 350 metri .

Alle 23,02 un battello pneumatico depone sulla riva le due spie, mentre sulla zona si abbatte una violenta bufera di neve.

Nel dopo guerra si verrà a sapere che durante il loro sbarco, erano stati visti da un ragazzo 15enne di nome Johnny Miller, il quale poco dopo averli visti sbarcare si presentava al posto di polizia di Ellsworth nel Maine per denunciare il fatto, riferendo che secondo lui i due erano certamente due spie tedesche. Il poliziotto di servizio, sorridendo, scarabocchiava qualcosa su un foglio, e poi congedava il ragazzo.

Comunque, le due spie, a capo scoperto e con in mano le due valigie e le pistole, penetravano in un bosco e poi si dirigevano sulla strada principale.

Dopo essere stati sorpassati da un grosso camion e dall’auto dove viaggiava il giovane Johnny Miller, venivano fermati da un taxi. L’autista, li faceva salire a bordo per dirigersi verso una vicina stazione da dove prenderano un direttissimo che li avrebbe portati prima a Portland, poi a Boston ed infine a New York.

Qui andranno ad alloggiare inn un albergo della 33^ strada, a Mannhattan.

Gimpel, che si presenta come Edward Green di 33 anni, proveniente da Bridgeport nel Connecticut, capitano di marina in licenza definitiva per malattia, provvedeva a depositare le due valigie col denaro e le armi presso il bagagliaio della Grand Central Station, spacciandosi come un radioamatore.

Tre giorni dopo, al rientro in albergo di Manhattan Gimpel scopre che Billy è sparito, portandosi dietro le due valigie che avevano ritirato dalla stazione qualche ora prima.

Cercandosi di non farsi prendere dal panico, Gimpel, con incredibile audacia, va al deposito bagagli della stazione, e accortosi che si trovano proprio lì, riferisce al custode che ha una fretta tremenda perché teme di perdere il treno per Chicago, e che lo scontrino lo ha perduto, ma che ha solo le chiavi. Il funzionario gli fa firmare un foglio di consegna e poi gli consegna le due valigie, dopo aversi fatto dire che cosa contenevano.

Appena uscito dalla stazione e mentre si appresta a salire su un taxi, si sente chiamare per nome e, voltandosi scorge un certo Paul Santi che aveva conosciuto anni addietro in Perù.

Santi gli confida che, alla vigilia del proprio matrimonio, sta per partire per New York e gli lascia le chiavi del proprio appartamento, al numero 20 della 44^ strada. Qui ha anche una piacevole sorpresa: Paul ha dato le copie delle chiavi anche ad un’amica, Joan Kenneth, e Gimpel la incontra la sera stessa. Tra i due nascerà ben presto un idillio sentimentale.

La settimana prima di natale, Gimpel riesce a mettersi in contato con Brown, l’agente tedesco di New York, e da lui ottiene ampie informazioni sul “Progetto Manhattan”.

Dopo aver trasmesso tali notizie a Berlino il giorno di Natale, Gimpel, l’indomani, si reca negli uffici di una ditta di pubblicità per far pubblicare su un giornale di Lima il seguente annuncio economico: “Vendesi negozio di mode centro San Francisco. Dare conferma per telefono”.

Nel frattempo Billy, l’altra spia, spende gli ultimi 500 dollari con un amico, Tom S. Warren, bevendo birra e whisky. Durante la sbornia Billy racconta all’amico di essere una spia tedesca.

Tom, inizialmente, lo crede un mitomane, ma poi, preoccupato, si rivolge all’FBI; quest’ultimi riescono facilmente ad arrestare Billy che confessa tutto quello che sa, compreso i dettagli sull’altra spia, come per esempio, che Gimpel quando compra un giornale e riceve il resto lo infila sempre nel taschino superiore della giacca.

Così tutti gli agenti dell’ FBI di New York vengono mobilitati e ad ogni edicola ve ne sono 2 di guardia dal mattino alla sera.

Il 31 dicembre, dopo aver pranzato e trascorso mezz’ora al cinema, Gimpel si reca presso Times Square per comprare, come fa ormai tutti i giorni, il giornale di Lima.

Dopo aver riposto il resto ad un dollaro nel taschino superiore della giacca viene arrestato dagli agenti dell’ FBI Nelson e Gilles.

Il 6 febbraio 1945, nell’edificio del Governors Island, sede del Quartiere Generale della 2^ Armata dell’ US Army, avrà inizio il processo contro Erich Gimpel e Billy Colepough, imputati di “essere nemici degli USA, di aver varcato clandestinamente in abiti civili e per incarico del Reich tedesco, nazione nemica, le fortificazioni costiere e di terra degli Stati Uniti per svolgere azionni di spionaggio ed altre egualmente ostili”.

La Corte Militare , nominata personalmente dal Presidente degli USA, F.D. Roosevelt, dopo aver ascoltato oltre 300 testimoni, tra cui Joan Kenneth e Johny Miller, emettono, il 5 aprile 1945, il seguente verdetto: “i rei Gimpel e Colepough, riconosciuti colpevoli di spionaggio e sabotaggio, sono condannati a morte mediante impiccagione”.

Tre giorni più tardi, nelle loro celle di Fort Jay [New York] apprendono che il Presidente Roosevelt aveva respinto le loro domande di grazia.

Il 9 aprile Billy Colepough veniva impiccato. L’esecuzione di Gimpel veniva fissata per il 15 aprile, alle ore 7 del mattino.  Ma incredibilmente, Gimpel non salirà i tredici gradini della forca, perché alle ore 14 del 12 aprile, stroncato da un’emorragia cerebrale, moriva il Presidente Roosevelt e gli USA prendevano il lutto per 4 settimane intere. Per questo tempo le sentenze capitali erano sospese.

Nello stesso periodo la Germania si arrendeva e la guerra in Europa finiva.

Nel settembre 1945 il Presidente Truman tramuterà in ergastolo la condanna a morte.

Così la spia n. 176 rimarrà in prigione per altri 11 anni, che trascorrerà nei penitenziari di New York, Atlanta e Alcatraz. La libertà sulla parola gli sarà concessa nel febbraio 1955.