Sicurezza

La minaccia terroristica CBRN


Dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 e l’attacco biologico, nelle settimane successive, ai centri del potere mediatico e ai centri del potere politico degli Stai Uniti è lecito chiedersi se il terrorismo CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico, Nucleare ) esista e se costituisca una minaccia per la pace la sicurezza internazionale.
Osama bin Laden, il terrorista internazionale che l’Americana FBI ha considerato il numero uno al mondo, ha da tempo annunciato un attacco con armi CBRN. Dall’inizio degli anni 90 cerca attivamente di acquistare armi di distruzione di massa, lo ha annunciato con parole in un epoca non sospetta dichiarando apertamente e pubblicamente: “Noi non consideriamo un crimine la possibilità di dotarci di armi nucleari, chimiche e biologiche. La nostra sacra terra è occupata da forze americane e israeliane,abbiamo il diritto di difenderci e di liberare la nostra terra”.
 
In realtà, come vedremo, fonte di rischio non è solo Osama bin Laden e la sua rete terroristica, ma esiste un intero panorama di gruppi che, in modo più o meno diretto hanno annunciato di voler effettuare un azione terroristica con armi CBRN. Tutto questo portò il Congresso degli Stati Uniti ad approvare il Public Health Threats and Emergencies Act, una legge per migliorare le difese nazionali contro il terrorismo CBRN, in particolar modo l’ammodernamento delle strutture dei Centers for disease control and prevention ( CDC ). Tuttavia un analisi di tutte le difese adottate indica che quello che le autorità politiche, militari e di intelligence americane si aspettano non è un attacco CBRN capace di provocare un gran numero di vittime, ma piuttosto un attacco di proporzioni e conseguenze limitate che risulti gravemente destabilizzante sia per la psicologia di massa che per l’economia di un’intera società. Molti analisti sotengono che gli Stati Uniti sono il paese di gran lunga più a rischio per il terrorismo CBRN.
 
La potenza militare, economica, diplomatica e persino culturale degli Stati Uniti, infatti, è tale che gli eventuali avversari che intendessero a tutti i costi colpirli, siano essi gruppi terroristici o Stati, sarebbero in qualche modo “obbligati” ad utilizzare attacchi “asimmetrici”contro obiettivi indifesi perché non avrebbero alcuna possibilità di successo, neppure parziale, mediante un confronto militare convenzionale. I servizi segreti americani riconoscono che le grandi diseguaglianze economiche, l’ingiustizia, i conflitti etnici e religiosi generano adesioni di massa al terrorismo, e che finchè esisteranno queste cause esisterà il rischio terroristico, compreso il terrorismo CBRN. Se le cause, prossime e remote, degli attacchi asimmetrici con armi CBRN agli Stati Uniti, ai loro alleati, Italia compresa, o ad altri grandi paesi da parte di gruppi terroristici sono facili da identificare, non è certo difficile individuare i loro possibili obiettivi. Secondo gli analisti dello Stimson Center di Washington gli obiettivi possibili sono almeno sette:
  1. Uccidere più gente possibile.
  2. Generare panico per destabilizzare società e governi.
  3. Generare panico per destabilizzare il tessuto sociale e l’economia del paese.
  4. Acquisire una posizione di forza per iniziare una trattativa politica.
  5. Migliorare la capacità di effettuare attacchi coperti.
  6. Imitare il comportamento di Stati.
  7. Imitare il comportamento di altri gruppi terroristici. 
L’esame del fattore terrorismo di matrice islamica conferma, anche per l’Italia, la concreta eventualità che attacchi non convenzionali colpiscano le popolazioni civile. Essa possiede infatti un livello di rischio medio - alto in parte legato ad una serie di ragioni tra le quali lo schieramento a fianco degli alleati statunitensi nella guerra contro il terrorismo internazionale e la presenza di simboli del Cristianesimo e di opere d’arte emblema di civiltà, storia e cultura occidentali. A ciò si aggiunge il profilo di maggiore esposizione in termini di posizione e conformazione geografica che la rendono approdo di flussi migratori e di merci illegali dal Mediterraneo verso l’Europa e quindi, in ultima analisi, una possibile area operativa, di base e di transito per cellule terroristiche.
 
La rilevanza della questione CBRN può essere apprezzata sia dal punto di vista delle vulnerabilità “oggettive” legate alla natura della minaccia, sia dal punto di vista delle vulnerabilità “soggettive” del sistema italiano di risposta con attenzione alle criticità istituzionali, e alla razionalizzazione delle capacità tecnico-operative. Dal punto di vista della realizzazione intervengono poi in alcuni casi una certa facilità di reperimento ( tecnologie dual-use, ma anche prodotti industriali di uso comune come pesticidi o gli agenti patogeni utilizzati per la produzione di vaccini ), di fattibilità tecnica (procedimenti disponibili su internet) e non ultimo il fatto che, pur trattandosi di sostanze dall’impatto catastrofico e potenzialmente letale per chi le maneggia, questa pericolosità non costituisce un deterrente per i terroristi.
 
Le istituzioni in Italia che, in vario modo e a vario titolo, si occupano della prevenzione e gestione della minaccia CBRN includono almeno Presidenza del Consiglio dei Ministri, Autorità Nazionale per la Sicurezza, Servizi, Dipartimento della Protezione Civile, Ministero dell’Interno, (in particolare Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine) Ministero della Salute, Ministero della Difesa, Ministero delle Infrastrutture, Ministero Affari Esteri, Guardia di Finanza, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, oltre, anche di fatto, ai numerosissimi enti locali e periferici ( in particolare prefetture). C’è una difesa immediata da porre in essere contro le cause immediate. E questa difesa immediata è fatta soprattutto di “vigilanza e tempestiva informazione”. Predire come e quando un evento CBRN possa avvenire non è possibile. Preparare il Paese a questa possibilità è una necessità ed un dovere di fronte ai quali non si può restare impreparati, pena il rischio di conseguenze devastanti.