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Terrorismo “non convenzionale”

Dal summit di Washington sulla sicurezza nucleare il presidente americano Obama ha lanciato un avvertimento , “per il mondo sarebbe una catastrofe se Al Qaeda entrasse in possesso di armi nucleari “ L’allarme lanciato dal Presidente Obama è quanto mai attuale in uno scenario mondiale del post-Guerra Fredda che scongiura il rischio di una minaccia di confronto nucleare ma, nello stesso tempo, paradossalmente, propone il problema della disponibilità ed accessibilità a materiale radioattivo non protetto.
I materiali radioattivi, scorie delle centrali nucleari, conservati nei depositi una volta gestiti da Grandi Potenze nucleari come l’ex Unione Sovietica ed ora non più con una appropriata sicurezza di custodia, materiale che potrebbe essere utilizzato per scopi non leciti. Se pensiamo che basterebbe , ad esempio, una piccola quantità di plutonio delle dimensioni di un tubetto di dentifricio con dell’esplosivo plastico del tipo convenzionale si potrebbe realizzare qualcosa di potenzialmente molto pericoloso.
 
Un ordigno improvvisato del genere se fatto esplodere disperderebbe nell’ambiente polveri radioattive con proprietà letali immediate ed in grado di provocare un inquinamento ambientale destinato a durare decenni. Già in passato Al Qaeda ha cercato di entrare in possesso di materiale radioattivo per realizzare “bombe sporche”, senza raggiungere per fortuna lo scopo. Con il proliferare dell’uso del nucleare anche solo per scopi pacifici, il rischio globale aumenta giorno dopo giorno in particolare se gestito da realtà politiche vicine ideologicamente al network terroristico mondiale.
 
L’Iran sicuramente non è rassicurante quando invia messaggi contro lo Stato ebraico e che accompagnano la conferma dello sviluppo nucleare iraniano. L'agenzia d'informazione "Fars" da Teheran riferisce che l'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran (Oeai), ha annunciato che l'Iran diventerà una potenza nucleare entro un mese. “Dopo il suo ingresso nel club" dei paesi nucleari nessuna nazione penserà di attaccare l'Iran”. L'Iran centrale, conferma che sono stati completati al 70% i lavori per la costruzione della centrale nucleare di 360 megawatt e un reattore nucleare ad Arak che concorrerebbe, nel breve periodo, ad incrementare la disponibilità non controllata di materiale radioattivo con uno scarto di scorie comunque impiegabile nelle “Bombe Sporche”.
 
Il nucleare iraniano potrebbe rappresentare anche un esempio da imitare per Egitto, Turchia e Arabia Saudita con un conseguente aumento di disponibilità di sostanze radioattive assolutamente fuori dal controllo delle Agenzie Internazionali preposte ad esercitare la vigilanza dello specifico settore. Le possibili “bombe sporche”, peraltro, potrebbero essere realizzate utilizzando non solo materiale radioattivo, ma anche sostanze chimiche e biologiche ad alta letalità che potrebbero essere disperse nell’ambiente da un’esplosione convenzionale. Queste sostanze spesso anche ricavabili da normali processi produttivi della chimica industriale civile e che possono essere dispersi nell’ambiente con una certa facilità come vari episodi di inquinamento ambientale hanno dimostrato anche recentemente. Tutto ciò ci fa pensare a cosa sarebbe accaduto, infatti, se ad inquinare il fiume Lambro non fosse stato semplice petrolio ma un agente chimico ad alta tossicità o polvere di plutonio dispersa nell’acqua.
 
Nel summit di Washington sono emerse molte preoccupazioni sulla gestione del materiale nucleare sparso nel mondo è assolutamente troppo limitativa se orientata solo ad occuparsi del “rischio radiologico” come possibile pericolo terroristico globale. Il summit negli USA rappresentare un punto di partenza per un impegno internazionale indirizzato a valutare e monitorare costantemente questo particolare rischio, affidando ad Agenzie specializzate preparate per analizzare il problema nel suo complesso e proporre soluzioni operative e tecnologiche che esaltino le condizioni di sicurezza sul piano globale, abbattendo il rischio di “attentati non convenzionali”.
 
Creare organismi che abbiano l’autorità di imporre, ad esempio, la dislocazione e la gestione di reti di sensori per rilevare minacce chimiche, biologiche e nucleari almeno nei luoghi pubblici densamente frequentati, come le stazioni ferroviarie, le metropolitane, i centri commerciali, applicando standard comuni che superino qualsiasi interesse statale. Negli Stati Uniti hanno già avviato programmi di ricerca e studi in tal senso per realizzare strumenti adeguati tipo “rilevatori” o “telecamere per la sorveglianza passiva” in grado di captare immediatamente la presenza di sostanze pericolose chimiche e radioattive con lo scopo di fornire ai responsabili della sicurezza elementi utili per la scelta di appropriate contromisure.
 
Un organismo capace di assicurare una costante vigilanza per prevenire attacchi terroristici sporchi escludendo il rischio di “falsi allarmi” che potrebbero innescare un difficile e incontrollabile panico collettivo che inciderebbe negativamente su qualsiasi processo di sviluppo sociale ed economico. Ringrazio il Gen. Brig. F. Termentini per le sue pubblicazioni ricche di spunti di riflessioni.

Comments   

bibi
0 #2 bibi 2010-05-29 18:54
Credo perchè sono argomenti che potrebbero generare paure nella popolazione ed una serie di "effetti collaterali" sugli attuali comportamenti sociali.
Io la penso come te, ma non credo che i siti e social network più noti abbiano intenzione di fare anche un ben minimo accenno alla cosa.
Napster
+2 #1 Napster 2010-05-29 14:33
Trovo l'analisi molto interessante su un tema che penso sia ancora poco conosciuto all'opinione pubblica, e devo riconoscere che è merito di siti web come questo che si approfondiscono materie e campi nuovi o quasi, ma vorrei sapere perchè si parla molto e di tutto su vari network ma mai di questi argomenti??