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‘Ndrangheta – La forza del cambiamento!

Le notizie di cronaca degli ultimi giorni, hanno visto ancora una volta, quale attrice principale l’Onorata Società calabrese, comunemente definita ‘Ndrangheta. Infatti, come ampiamente riportato da tutte le maggiori testate giornalistiche, nell’ultima colossale truffa ai danni dell’Erario, si annovera anche l’organizzazione mafiosa calabrese. Infatti, secondo la ricostruzione della magistratura inquirente, i voti della ‘Ndrangheta sono stati impressi, su schede bianche per i residenti all’estero, per facilitare l’elezione del senatore Nicola Di Girolamo.
Questo dimostra l’ingerenza delle famiglie mafiose calabresi nella vita politica, facendo eleggere candidati a loro più congeniali, che saranno i loro sponsor per futuri nuovi investimenti. Ecco, dunque, che in prossimità di importanti appuntamenti elettorali avvengono segrete riunioni tra i principali capibastone delle maggiori ‘ndrine e candidati, al fine di definire la strategia più consona al raggiungimento del piano politico-affaristico comunemente condiviso. Nella vicenda di cronaca di questi giorni, dunque, sembrerebbe che alcuni esponenti della ‘Ndrangheta hanno, in terra tedesca dove forte è la presenza di calabresi, raccolto i certificati elettorali di questi emigranti per convogliare i voti sul candidato Di Girolamo.
 
Pertanto, i tentacoli dell’Onorata Società, sono arrivati a mettere le mani sulle schede bianche inviate in Germania, contrassegnate poi con il nome del candidato Di Girolamo. Una prova di forza pressoché disarmante, che non lascia alcun dubbio sulla forza di questa organizzazione mafiosa, da tutti sempre sottovalutata e considerata una mafia campestre, di contadini e pastori, dedita ai sequestri di persona. Ma così non è.
 
Oggi la ‘Ndrangheta è considerata negli ambienti investigativi mondiali una delle cinque mafie più forti al mondo, ma soprattutto è la mafia più affidabile, perché non è scalfita dal fenomeno del pentitismo, grazie al forte vincolo familiare che la contraddistingue e la differenzia da tutte le altre organizzazioni mafiose nazionali e trasnazionali. La mafia calabrese non si limita ai grandi appalti del Nord Italia, ma oggi sta investendo capitali illeciti anche verso altri settori puliti dell’economia, più avanti vedremo quali. Il grande affaire MILANO EXPO 2015, è nelle mire dei clan calabresi. Da lungo tempo gli esponenti della potente ‘ndrina dei Papalia-Barbaro, egemone nei comuni di Buccinasco – Corsico - Trezzano sul Naviglio - Cesano Boscone, si sono organizzati, con le loro società di movimento terra, per la spartizione della grossa torta di milioni di Euro prevista per i lavori di preparazione al faraonico evento dell’EXPO 2015.
 
Neanche le ultime operazioni di polizia, portate a segno dagli investigatori lombardi, Operazione Cerberus, Operazione Parco Sud, hanno indebolito la potente ‘ndrina originaria di Platì (RC) nel cuore dell’Aspromonte. Le nuove generazioni, quelle nate a partire dalla metà degli anni ’80, oggi costituiscono le nuove leve, i depositari dello scettro del comando degli affari, perché gli storici capi sono detenuti per associazione mafiosa in regime di 41bis. La potenza di questa ‘ndrina è rappresentata anche dal fatto che la maggior parte dei suoi esponenti risiede da anni in Buccinasco (MI), facendo assumere a questo piccolo paese a sud di Milano l’appellativo di Platì2. Oggi, la ‘ndrina Papalia-Barbaro, è attiva principalmente nel movimento terra, nelle grosse operazioni immobiliari, negli appalti pubblici, tralasciando il traffico degli stupefacenti, che è curato dalle famiglie satellite, imparentate con i Papalia-Barbaro, quali i Trimboli-Marando-Perre-Agresta, grazie ai celeberrimi matrimoni combinati a tavolino dai capibastone.
 
Esponenti delle principali famiglie dell’area jonica e tirrenica della provincia di Reggio Calabria e Crotone, sono tutti presenti nel ricco Nord. In Piemonte le cosche attraverso truffe, usura e altri reati minori, anche socialmente meno pericolosi, si procurano le provviste di denaro utilizzate per l’acquisto di ingenti partite di droga, per lo più cocaina. Nella tranquilla Valle d’Aosta esponenti delle famiglie calabresi svolgono attività di cambisti di assegni, per incalliti giocatori del casinò di Saint Vincent, scambiando denaro contante con assegni, trattenendo circa il 10%. Anche la confinante Liguria vede la presenza di famiglie calabresi dapprima insediate nella sola terra di confine di Ventimiglia, oggi presenti con locali di ‘Ndrangheta a Sanremo, Imperia, Genova, città vicine ai locali di ‘Ndrangheta presenti in terra francese a Mentone, Nizza, Cannes, Tolosa e Marsiglia. Ma, come accennato in precedenza, mentre il Governo Berlusconi è proiettato verso il nucleare, l’Onorata società, è proiettata verso le energie rinnovabili, la cosiddetta energia pulita. Questo settore infatti, è interessato da forti investimenti di capitali pubblici, sotto forma di incentivi, quindi, risorse che fanno gola alle organizzazioni criminali.
 
La ‘Ndrangheta, che a differenze di altre mafie, ha saputo cogliere per prima i segnali del cambiamento dei tempi, trasformandosi in una mafia imprenditoriale e non più legata ai soli traffici di stupefacenti, ha subito fiutato l’affare. I grandi strateghi dell’economia, reclutati dai boss calabresi, hanno affinato sempre di più le tecniche lecite per far soldi, creando collusioni con le aree economiche di riferimento che gestiscono le risorse economiche. Queste collusioni hanno permesso alla ‘Ndrangheta di controllare l’intera catena produttiva per la realizzazione degli impianti del fotovoltaico o dell’eolico per la produzione di energia. L’organizzazione è stata in grado di entrare anche nella fornitura delle apparecchiature, rilevando magari società in difficoltà economica o creando proprie società per la fornitura di quanto necessario per la costruzione di nuovi impianti.
 
Oltre all’energia pulita la ‘Ndrangheta oggi punta molto anche nel ciclo integrato dei rifiuti, al turismo ed al mercato immobiliare alberghiero, anche quello estero, alla commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, la realizzazione e gestione di centri commerciali. In riferimento alla commercializzazione di prodotti ortofrutticoli è notizia di qualche giorno fa, dell’arresto dei fratelli Carmelo e Venanzio Tripodo, figli del patriarca don Micu Tripodo, storico capo mafia assassinato nel 1976 nel carcere di Poggioreale (NA). I fratelli Tripodo insieme alla famiglia Trani, con cui sono legati da matrimoni anch’essi studiati a tavolino, con l’ausilio di esponenti politici locali, hanno completamente monopolizzato le attività del Mof (mercato ortofrutticolo di Fondi –LT-), uno dei più grandi d’Europa, imponendo il prezzo delle derrate alimentari, decidendo chi e quali società potevano vendere all’interno del mercato, gestito l’affitto degli stand in cui avveniva la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ecc.
 
Con le medesime tipologie mafiose la ‘ndrina dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti originaria di Africo (RC), capeggiata da Giuseppe Morabito detto u Tiradrittu oggi detenuto, ha gestito per anni il mercato ortofrutticolo milanese. Per ciò che concerne, invece, i centri commerciali, le grandi famiglie di ‘Ndrangheta, si preoccupano della realizzazione e gestione di grandi strutture commerciali, riciclando il denaro proveniente dal traffico di droga. La gestione però non si limita alla mera realizzazione dell’opera, ma si concentra sull’intera filiera imprenditoriale, comprendendo anche dei servizi legati alla commercializzazione, alla produzione ed al trasporto dei prodotti, fornendo così posti di lavoro controllati dalle stesse famiglie mafiose, accrescendo il loro consenso e la loro forza intimidatoria, nei luoghi ove sorgono i centri commerciali. In questo momento storico, caratterizzato da una grave e visibile crisi economica, le ‘ndrine calabresi hanno saputo ancora una volta stare al passo con i tempi, trovando nella risi una valida risorsa per riciclare soldi illecitamente prodotti.
 
Infatti, piccole e medie imprese non trovano più il supporto degli istituti di credito per l’apertura di nuove linee di credito, finendo quindi nelle ragnatele dell’usura perpetrata da insospettabili personaggi legati alla criminalità organizzata calabrese, che vedono nella peggiore delle ipotesi, la perdita della loro azienda qualora non vengono onorati gli impegni assunti con questi strozzini. Per ultimo, l’attuale crisi economica cui versa l’economia mondiale, lascia spazio alle colossali mega-truffe come quella scoperta nei giorni scorsi, con l’esecuzioni di frodi finanziarie mediante l’utilizzo di paradisi fiscali extra-UE.
 
Tali imponenti operazioni finanziarie vedono la regia di professionisti spesso al soldo di queste potenti organizzazioni malavitose, come la ‘Ndrangheta, che mediante raggiri ed artifizi eludono i controlli antiriciclaggio, per ripulire gli ingenti capitali illeciti accumulati, accreditandoli su conti esteri in paesi con una carente normativa antiriciclaggio e poco collaborativi con i governi comunitari. Il tutto è aggravato dal fatto che l’economia di questi paesi off-shore, è basata principalmente sull’accredito presso le proprie banche proprio di questi capitali.