Intelligence

Intelligence e Investigazione

Intelligence e Investigazione 
[ nuovi processi di prevenzione, di analisi e decisioni previsionali ]
 
 
 
Ciò che non riesco ad immaginare è che un’ operatore di Intelligence resti li fermo ad aspettare che le informazioni le vengano recapitate, perché magari qualcuno sa del suo “compito” e preoccupandosi aiuta il “malcapitato” con l’offerta di informazioni o aspettando che le stesse le scendano in tasca per puro caso.
Questa scherzosa annotazione vuole aprire questo secondo capitolo che dedico allo studio dell’Intelligence, confluendo da subito in quello che poi è il significato del contenuto: non può esserci Intelligence senza investigazione.
Tesi abbastanza discutibile direte,  ma vediamo il perché potrebbe essere l’opposto.
Innanzi tutto definiamo il concetto in questa sede dell’Alta Investigazione, poiché in altri ambienti per tale si intendono quei processi investigativi effettuati per mezzo di sistemi elettronici all’avanguardia o informatici.
In un certo senso si è già dato, attraverso studi precedenti un , seppur celato, significato e concetto di Alta Investigazione nell’Intelligence, proprio per mezzo di spiegazioni logistiche e per importanza esistenziale dei Servizi di Intelligence, cosa che, già anni fa, ha fatto molto discutere questa mia affermazione.
Per alta investigazione vado a significare:
  • “il processo alternativo e/o immediatamente di supporto al processo d’ intelligence” fine all’ individuazione e alla ricerca dei canali utili per la raccolta delle informazioni;
  • “il sistema o lo strumento” coadiuvante nella individuazione di probabili minacce al fine di debellarne le probabilità di esecuzione;
  • “ il knowledge management” ovvero la gestione dei flussi informativi attraverso la lettura investigativa della vericidità dell’informazione stessa ed il perfezionamento delle operazioni successive nel raccogliere informazioni;
  • “la capacità di infiltrarsi” nei contesti di ricerca oggi evolutosi e modificatisi per mezzo dell’evoluzione tecnologica;
  • “la psicology investigation” utile a diversi processi di intelligence al fine di adottare quel perseguimento di “indagine” e di “ricerca” ricorrente nell’attività di intelligence, per costruire un efficacia conclusione su talune gestioni o di reperimento di informazioni;
inoltre, tutte quelle operazioni o metodologie conformi alle tecniche e strategie di Intelligence fine a perseguire un risultato eccellente.
 
Oggi si parla sempre più spesso di Intelligence, ad esempio nelle grandi Aziende il termine diventa appropriato ogni qualvolta si vuole identificare un processo gestionale o di marketing deputato ad eccellenti risultati.
Si parla di Intelligence nelle Università, nei Convegni, nel mondo virtuale di Internet, ecc. ma l’intelligence resta pur sempre l’identificazione di quel procedimento che attraverso la raccolta, la valutazione e l’analisi delle informazioni, dati o notizie, consente di dare un significato all’insieme delle informazioni esaminate e attraverso la fase di intelligence, propriamente definita “analisi” si finalizza quel ragionamento logico di interpretazione dei fatti attraverso una formulazione di ragionamenti altrettanto logici, propriamente detta “inferenza”.
Tutto ciò ha un processo, chiamato appunto “processo di intelligence” che in questa sede cercherò di collocarlo per mezzo di una raffinata investigazione, sottile e pragmatica, l’alta Investigazione, e per farlo ci occorre vedere innanzitutto quali capacità deve avere un Operatore di Intelligence e quali “manifestazioni” logistiche e metodologiche consentono di applicare ad un’operazione di Intelligence la massima capacità Investigativa.
Cominciamo col dire che all’Operatore di Intelligence sono richieste, su differenti livelli, specifiche attitudini che siano in grado di aguzzare gradualmente il suo profilo professionale, quindi dovrà dimostrare innanzi tutto una personalità piuttosto complessa, e una capacità di astuzia, intelligenza e scaltrezza per poi esser capace di:
  • utilizzare hardware e software, quindi un’ottima preparazione nell’ uso dell’ informatica;
  • saper pianificare il lavoro stabilendone priorità e adottando un approccio sistematico;
  • pianificare dapprima e organizzarsi in modo tale da poter cambiare le priorità, gestire compiti che a volte possono andare oltre le proprie competenze e adattare l’operazione alle nuove esigenze emerse;
  • individuare le informazioni rilevanti ad assegnare specifici incarichi a chi deve occuparsi della loro raccolta;
  • capacità di valutazione critica delle informazioni e di ragionamento logico su ogni singolo frammento di informazione;
  • capacità decisionale e di adattamento a soluzioni alternative;
  • relazionare in modo chiaro e con ragionamento quanto logicamente inferenziato sulle informazioni;
  • essere sempre aggiornato sugli eventi;
  • capacità di afferrare con velocità nuove tecniche e concetti;
  • capacità relazionali.
 
I punti sopra descritti, anche se visibilmente modificati, sono stati tratti dal testo “Elementi di Intelligence e Tecniche di Analisi Investigativa” - di Annamaria Di Paolo – Ed. Larus Robuffo – 2000,  il cui testo, di notevole qualità, letto con gli occhi di un analista sicuramente confermerà di quanto intrinseca sia l’ Intelligence all’ Investigazione e viceversa.
Le operazioni logistiche o metodologiche che consentono di applicare l’Alta Investigazione ad un’operazione di Intelligence, sono riscontrabili per la maggiore nella nuova guerra tecnologica o guerra delle informazioni, poiché il giostrarsi tra miriadi di informazioni vere, quasi vere, false e quasi false, presume una “complicità” di tecniche investigative all’avanguardia.
Una raffinata Investigazione è di supporto alle operazioni di Intelligence affinché non si incorra  in false piste per rintracciare magari delle informazioni di importanza vitale.
L’Alta Investigazione è applicabile in tutte le attività di Intelligence, in quella “ordinaria” e “straordinaria” (spionaggio o diplomazia parallela) e in quella “offensiva” (controspionaggio) in quelle “interne o esterne” (entro il territorio di uno Stato o fuori) e proprio grazie alle attività, che possono altresì distinguersi in altrettanti attività teoriche o pratiche, quale oggi richiamante nuovi modelli e metodologie,  piuttosto che fermarsi a quei processi di ieri i quali presumevano soltanto la registrazione psichica dell’informazione attraverso confidenziali testimonianze, che l’Intelligence deve sviluppare altre nuove fasi di applicabilità nelle attività da svolgere.
Evidentemente non sarà neanche tanto il processo di Intelligence in se ad esigere una componente investigativa ma quanto la prima fase del processo, cioè la “raccolta di informazioni” poiché oggi intrinseca in aspetti tecnologici evolutosi e piuttosto complessi.
Come l’Investigazione delle Forze dell’Ordine ha adottato le tecniche di Intelligence non solo per reprimere ma soprattutto per prevenire, in uguale modo l’Intelligence deve adottare tecniche d’Investigazione, una investigazione che sia capace di esaltare, ancor prima dell’individuare, il canale più sicuro per raccogliere le informazioni cercate,  di contro per tutte quelle informazioni di “libera raccolta” l’Investigazione non ha motivo di applicabilità in quanto non genera ricerca programmata, studiata e valutata, ma semplicemente capacità di ascolto o di acquisizione. (ricordo che ci sono due canali “emittenti” distinti di informazioni: uno di ricerca, quindi presume attività più intensa ed un processo di Intelligence completo, l’altro di facile reperimento, come le Fonti Aperte, le quali necessitano solo di analisi e classificazione).
 
 
 
 
L’ interposizione di una Investigazione fine allo scopo della prevenzione, e che quindi genera processi di Intelligence, la vediamo sempre più incrementarsi in contesti di studi e ricerche sia di provenienza didattica Universitaria sia da quella istruttiva in occasioni di studi nella formazione dirigenziale per le Forze dell’Ordine. Auspicabilità, questa, che interferisce seriamente e proficuamente alla ricerca di una investigazione sempre più correlata all’intelligence.                    
Infatti, la volontà delle Istituzioni nel prevenire “criminalità e terrorismo” è sempre più proficua nell’applicabilità di metodi e ricerche tanto da preferire più Intelligence per gli atti preventivi piuttosto che Investigazione ai fini repressivi; un’ Intelligence Investigativa genera processi di adattabilità verso una più totale percezione di sicurezza creando presupposti di cultura, di legalità e di rispetto verso le preposte Istituzioni: Forze dell’Ordine, Servizi di Intelligence, Ministeri, e soprattutto verso la nostra cara Repubblica.
E’ pur chiaro che la ricerca costante di più Intelligence nei corsi Investigativi preventivi è data dalla continuità sistematica e metodologica di conservare quella coerenza con il “Processo di Intelligence” atto a ricercare, valutare, osservare, analizzare e sviluppare inferenze per poi giungere a decisioni previsionali fine alla prevenzione di crimini. Tale presupposto è generato per lo più dalla componente “Analisi”, fattore determinante nel processo di Intelligence, un’analisi che attraverso canali dettagliati, interpretativi e intuitivi sviluppino quella strategia operativa preventiva.         Come l’Intelligence intercala i suoi presupposti nell’Investigazione Preventiva allo stesso modo nell’Intelligence devono, possono e sicuramente sono intercalati metodi investigativi. Una ricerca di informazioni avviene per lo più in aree di non guerra, cioè in quei contesti quali presumono un’attività di informazioni su diversi canali e fonti, in chiaro: “le informazioni che girano o che affluiscono da diversi ambienti sono volitive e si intrinsecano l’una all’altra formando  condizioni instabili di attendibilità ”,  ragion per cui necessitano, oltre che di un’attenta analisi e valutazione, di una logicità di ricerca attraverso componenti investigative ad alto contenuto inferenziale (pratica accettabile nel processo di Intelligence ed Investigativo al fine di generare consensi logici alle valutazioni delle informazioni in possesso) e psicologico-investigative, ovvero, modificando il comportamento valutativo di una informazione attraverso indagini di ulteriori ricerche sulla fonte dell’informazione e attraverso le analisi effettuate sulla valutazione di altre informazioni provenienti dalla stessa fonte, consente l’apertura peculiare di talune procedure atte a classificare ulteriormente l’informazione come unica e vera o quasi falsa e sdoppiata. Procedura questa, che delinea la corrispondenza della continuità nell’affidarsi a questa fonte oppure di sfruttare la stessa a scopi di disinformazione o tralasciarla. E’ chiaro che tale applicabilità ha rappresentazione nella sola “Humint” poiché in altre metodologie l’investigazione psicologica non otterrebbe gli stessi risultati.
Occorre ricordare che la “ componente umana ” nell’Intelligence è la perspicace condizione di adattabilità a tutti i processi organizzativi di raccolta delle informazioni e che essa proprio per effetto di logica interpretativa di “alta investigazione” deve essere rilanciata, rivalutata e continuamente formata.
Non solo la Humint è la fonte più antica di raccolta informazioni ma è anche, e non possiamo negarlo, la componente che avvia o immediatamente legge gli altri processi quali l’Imint, l’Osint, la Sigint, la Comint, l’Elint o la Techint.
Abbiamo un esempio di trascuratezza della Humint nei fatti accaduti negli USA l’11 settembre, eventi che hanno di gran lunga propinato alla rivalutazione della Human Intelligence, modificando in taluni Stati il quadro organizzativo dell’Intelligence.
Humint, quindi, soprattutto per ricercarla “investigativamente” l’informazione, anche perché oggi, le evoluzioni che terrorismo e criminalità stanno subendo, anche a livello internazionale, presumono una profonda conoscenza di Intelligence e un’appropriata Investigazione fine alla ricerca stessa. Seppur si è avuto sempre l’idea che Investigazione significa “repressione” il concetto, oggi, non è più adeguabile a tale descrizione soprattutto per i continui rilanci della “Cultura dell’Investigazione” che alcune Università o Centri stanno portando avanti congiuntamente alla interconnessione con una Human Intelligence sempre più formata qualitativamente e dalle conoscenze multidisciplinare. 
Glicerio Taurisano