Criminologia

La diffusione dello stalking

Il fenomeno dello stalking, che Meloy definì “…un comportamento ostinato e reiterato di persecuzione e molestia nei confronti di un’altra persona” è un fenomeno che si sta diffondendo ed espandendo in maniera notevole in tutto il mondo. È stato rinominato, anche, come “la malattia della modernità”; è un fenomeno molto conosciuto ma purtroppo ancora poco metabolizzato.

Nel nostro paese circa 2.077.000 di persone hanno subito attività di stalking: un insieme di atti ripetuti, intrusivi. Fino a tre anni fa, alle soglie del decreto legge n. 11/09 con l’inserimento dell'articolo 612 bis nel codice penale, i dati sul fenomeno stalking venivano estrapolati, esclusivamente, dallo studio sulle vittime. Le cose si sono modificate dopo l’entrata in vigore dell’art. 612 bis, rubricato Atti persecutori. I dati del Centro antipedinamento dei Carabinieri di Roma hanno quantificato, secondo le denunce che sono state attuate, che almeno una volta nella vita il 21% della popolazione adulta romana, ha subito dello stalking. La loro età oscilla dai 14 ai 50 anni, con una più grande prevalenza nelle donne (l’1% sono uomini ed il 7% donne) e nella categoria delle professioni sanitarie e di aiuto, quali i medici, gli assistenti sociali, gli psicologi, gli infermieri, gli psichiatri, i neuro- psichiatri, gli psicoterapeuti. Da una ricerca portata avanti dall’A. I. P. C. in Italia nel 2002 su un campione di 9.600 individui in cui la metà erano uomini e l’altra metà erano donne, in una fascia di età che andava dai 17 ai 70 anni è venuto fuori che un individuo su cinque ha subito dei comportamenti persecutori, di questi il 70% erano donne ed il rimanente 30% erano uomini.

I dati ufficiali, ricavati dagli archivi di Polizia e dai Tribunali danno la sensazione di sottovalutare l’effettiva incidenza del fenomeno. Molti soggetti dichiarano di essere state vittime di atti persecutori e molestie sessuali e di non aver denunciato il reato alle autorità competenti. Il Committe on Sexual Offenders against Children and Youth (1984) ha reso noti gli esiti di uno studio su scala nazionale svolte in Canada in cui si metteva in risalto chela metà delle donne ed un terzo dei maschi che costituivano il campione della ricerca erano stati abusati sessualmente, con il 70% delle vittime di sesso maschile ed il 62% di quelle di sesso femminile che affermavano di avere subito la aggressione in età prepubere.

Effettivamente vi sono tre tipi di fonti per fare in modo di avere una valutazione della diffusione del fenomeno dello stalking: le ricerche sulle vittime, i dati ufficiali sulla criminalità ed i dati forniti dalle perizie psichiatriche. Nei paesi ove il fenomeno non costituisce reato la diffusione si può desumere dalle denunce presentate alle Forze dell’Ordine. Recentemente si è registrata una avversione ed una sorta di ostilità nei confronti della denuncia, probabilmente perché sotto vi è una forma di ricatto o forse la paura di ricevere altre ritorsioni. Difatti da una ricerca condotta dall'Osservatorio nazionale sullo stalking (Ons) su un campione di 800 studenti arrivati da varie facoltà dell'Università degli Studi “Sapienza” di Roma soltanto il diciassette per cento dei giovani si affiderebbe ad una denuncia se fosse vittima di stalking.

Secondo i dati ricavati dall’osservatorio del Telefono Rosa l’80% dei reati contro le donne viene commesso per delle ragioni sentimentali. Il 50% di questi, quindi 5 reati su 10, rientra nella sfera del fenomeno dello stalking. Purtroppo chi si accanisce su una donna non medita sul fatto che sta esercitando della violenza ma al contrario, ritiene di poter esercitare un giusto controllo sulla propria donna, sulla moglie, sulla fidanzata o, unicamente, su un'estranea che ha destato e/o risvegliato il proprio interesse. In base alle cifre che sono state studiate dalla Banca dati interforze, pubblicate sul mensile ufficiale della polizia, “Poliziamoderna”, sono stati segnalati ben 5.153 casi che hanno prodotto 5.369 denunce e 942 arresti.

I provvedimenti di ammonimento sono stati 1.020 e 1.312 i divieti di avvicinamento. Le cifre più alte dei delitti per stalking riguardano le regioni più grandi: 727 in Lombardia, 462 in Piemonte, 458 in Campania, 455 in Toscana, 434 in Sicilia, 402 in Puglia, 371 nel Lazio. Negli Stati Uniti il National College Women Sexual Victimization (NCWSV) ha preso in esame un campione di 4.446 donne universitarie per poter cercare di capire il fenomeno stalking e la sua diffusione. E’ stato evidenziato un tasso d’incidenza pari a 156.5 su mille (13.1%) studentesse che affermavano e dichiaravano di aver subito delle molestie assillanti, circa il 17% dei casi sono stati denunciati alla Polizia. Ancora negli Stati Uniti la National Violence Against Women Survey 1995 con un campione caratteristico della popolazione di 8000 donne e 8000 uomini. Questo studio ha messo in risalto un tasso d’incidenza della molestia assillante contro le donne dell’8,1% in un periodo qualsiasi della loro vita, mentre l'1% aveva affrontato il problema negli ultimi 12 mesi.

Il 55% delle vittime ha denunciato l’aggressore. Nel Regno Unito su un campione rappresentativo di ben 22.463 uomini e donne tra i 16 e 59 anni e’ stato messo in evidenza un tasso d’incidenza dell’8% di donne che avevano subito delle attenzioni persistenti ed non gradite nell’anno precedente e 19% avevano subito lo stalking. Circa il 33% delle vittime aveva denunciato il fatto alla Polizia. Per poter far fronte alla diffusione del fenomeno ed in seguito all’aumento delle segnalazioni di casi di stalking è nato il S. I. L. VI. A. (Stalking Inventory List per Vittime ed Autori), un modello molto utile per riconoscere lo stalking, in collaborazione tra la Direzione centrale Anticrimine ed il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Napoli. È, quindi, uno strumento di sostegno per l’operatore, in grado di poter contribuire alla comprensione delle dinamiche che afferiscono la vittima di continue molestie, minacce e atti vessatori, subiti ad opera di un individuo. Nella prima parte sono formulate dei concetti sullo stalking, nella seconda parte sono presentati i principali richiami normativi e nella terza parte viene illustrato il formulario S. I. L. VI. A.

Bibliografia

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