Criminologia

Qual è oggi il ruolo dell'antropologo forense?


La figura dell'antropologo forense è impiegata soprattutto nel mondo anglosassone nei casi in cui le autorità giudiziarie si trovino ad indagare sul ritrovamento di alcuni resti scheletrici. Il lavoro dell'antropologo forense è caratterizzato da varie fasi partendo dall'analisi dei resti sul campo arrivando solo dopo a quella che è l'analisi di laboratorio.
Successivamente dopo aver eseguito lo scavo archeologico lo studioso rileva le misure antropometriche dei resti e svolge le dovute analisi tafonomiche al fine di poter ricostruire le modalità di collocazione del corpo nel momento della sua deposizione, ricostruendo la posizione originaria del cadavere e le pratiche funerarie che lo hanno accompagnato.
 
Di conseguenza si passa all'esecuzione di calchi con gomme siliconiche dai quali se ne ricavano dei positivi realizzati in resina o in ceramica che serviranno sia per le esposizioni museali sia per dare la possibilità ad un maggior numero di studiosi di analizzare contemporaneamente lo stesso soggetto. Diciamo che l'intervento in laboratorio è la fase più importante dello studio, infatti è proprio in laboratorio che l'antropologo interviene direttamente sui resti ossei del soggetto occupandosi prima della pulitura di questi, del riassemblaggio del materiale rinvenuto e infine di uno studio più approfondito tentando di ridare vita ai resti.
 
In laboratorio l'antropologo si concentra sullo studio dei capelli e del materiale pilifero, di insetti, piante e impronte cercando così di determinare il PMI (post mortem interval,ossia l'intervallo di tempo trascorso dalla morte) e solo dopo ha la possibilità tramite la ricostruzione facciale e la sovrapposizione delle fotografie,di ridare un volto al soggetto. Al fine di ottenere risultati reali ed effettivi, l'antropologo forense deve essere un gran conoscitore dell'anatomia umana tantoché esistono parametri fondamentali che necessariamente deve saper individuare:
  • Razza: facilmente individuabile dalla forma del cranio e delle ossa lunghe i cui parametri da prendere in esame sono rispettivamente la forma dell'apertura nasale,la forma delle orbite, l'arco dentale, la sporgenza in avanti della mandibola rispetto alla fronte e il rapporto femore-tibia,omero-ulna;
  • Genere: individuazione del sesso che può essere effettuata basandosi sulla differenza strutturale tra maschio e femmina un esempio può essere la diversità della forma del bacino o la differenza di diametro della testa dell'omero e del femore o ancora la lunghezza della radice dei canini.
  • Età e statura: rispettivamente individuabili l'età mediante l'osservazione di denti, bacino e cranio e la statura mediante la misurazione delle ossa lunghe;
  • Presenza o meno di traumi: è importante infatti stabilire se si sono verificati traumi prima o dopo la morte e da quale arma sono stati causati ed è importante anche verificare se esistono vecchie fratture ormai saldate o se vi è la presenza di dispositivi medico-chirurgici.
Importante è stata comunque la figura dell'antropologo forense nel corso dei secoli infatti basti pensare che nell'ambito della medicina legale sono numerosi i casi di riconoscimenti famosi effettuati tramite la dentatura e le ossa:a partire dal 1477, anno in cui al termine della battaglia di Nancy il 5 maggio, Carlo il Temerario duca di borgogna fu riconosciuto anche tramite la dentatura superiore,altro esempio è quello del principe Napoleone IV che morto in Sudafrica nel 1879 a seguito di un'imboscata degli Zulù, una volta riportato il cadavere in patria in avanzato stato di decomposizione, fu identificato dal Dottor Evans tramite delle otturazioni d'oro da lui stesso applicate e infine un esempio più vicino a noi è il ritrovamento di resti carbonizzati rinvenuti nella cancelleria del Reich e attribuiti al Furher in base alle protesi e agli intarsi evidenti sulla radiografia del cranio di Adolf Hitler effettuata sul dittatore dopo l'attentato subito nel 1944, dal quale usci gravemente ferito.
 
Spiegare ora il lavoro dell'antropologo forense in così poche righe sarebbe riduttivo, ma qual è oggi la figura dell'antropologo forense? O meglio, quale ruolo ha in Italia questa figura? In effetti gli esperti di archeologia e antropologia forense in Italia sono un numero ridotto,la maggior parte degli studiosi collabora con il Labanof di Milano diretto dalla dottoressa Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense, legata a molti casi della storia italiana.
 
Questa figura,come detto precedentemente è in special modo utilizzata nel mondo anglosassone dove il lavoro dell'antropologo forense è riconosciuto come assistenza del medico legale e quindi può essere impiegato nelle indagini giudiziarie, se infatti negli Stati Uniti l'antropologo forense è riconosciuto come figura a sè stante, in Italia e in Europa si preferisce affidarsi a patologi e medici legali, e includere l'antropologia forense nella costellazione formata dalle branche della medicina.
 
Anzichè affidarsi all'una o all'altra figura professionale,probabilmente sarebbe opportuno creare percorsi di studio che integrino le rispettive conoscenze si acquisirebbe forse, solo allora, una competenza, da affinare sul campo, utile durante lo svolgimento delle indagini ma anche nella ricerca scientifica.
 
BIBLIOGRAFIA
  • Cattaneo Cristina Morti senza nome – Ed. Mondadori Collana: Strade blu, Milano 2005;
  • Marella G. Luca Elementi di Antropologia forense. Dalle indagini di sopralluogo agli accertamenti di laboratorio – Ed. CEDAM,2003;

Comments   

Mirgae
0 #3 Mirgae 2011-12-28 19:32
Ribadisco e sottoscrivo quello già scritto da GOria, L'unico percorso valido per non incorrere in superficialismi è il percorso di medicina (per la precisione anatomia patologica) e tanta esperienza nell'ambito dell'antropolog ia classica. Anche un percorso biologico con specializzazion e nel forense potrebbe andare, ma si hanno delle lacune quando si sfocia nella paleopatologia (anche in questo caso esperienza personale).
Purtroppo l'antropologia culturale a dispetto del nome è molto lontana dall'antropolog ia fisica. La culturale è ad indirizzo classico-lingui stico la fisica è scentifico-medi co. credo ci siano nessuno o solo un esame in comune, e molto dipende dalle facoltà. Chiedi al dipartimento di scienze ambientali (cattedra di antropologia fisica) de "La Sapienza" loro ti sapranno indirizzare meglio o dare consiglio.
FONTE: laurea in biologia, specializzato in antropologia fisica e paleopatologia.
GOria
+1 #2 GOria 2011-11-28 18:02
Ciao. Se posso permettermi (per esper. pers.) l'unica strada percorribile è quella della Medicina. Tutto il resto è pubblicità, slogan, appelli per fare cassa, ecc ecc.
FONTE: laurea in biologia, specializzato in antropologia.
Silvia Morini
0 #1 Silvia Morini 2011-11-27 19:00
Salve,
vengo subito al punto. Vorrei seguire un percorso di laurea in antropologia forense. Ora io ho studiato antropologia culturale, etnologia per la precisione, a "La Sapienza" di Roma, ho dovuto lasciare per vari motivi e vorrei riniziare a studiare. Volevo soltanto sapere se ci fossero esami che io possa far riconoscere oppure se io debba completamente riniziare.
Posto che so che a fine corso occorre un master, alcuni mi dicono che devo finire antropologia culturale e poi fare un master in antropologia forense, altri che devo riniziare da capo e fare biologia o archeologia [ma da antropologia culturale posso passe ad archeologia senza riniziare da capo], altri ancora medicina. In breve c'è molto caos e nessuno sa dirmi cosa realmente io debba fare. Mi spiace dirlo ma anche nella varie facoltà hanno le idee abbastanza confuse..
Grazie
Silvia Morini
Grazie