Criminologia

Omicidio Vassallo: un messaggio della Criminalità Organizzata?

IL CILENTO COME DUISBURG. Questa similitudine può destare in qualcuno della ilarità, ma non importa, proverò quindi a spiegarne le ragioni.

Il 15 agosto 2007, nell’ambito della faida di San Luca (RC) tra due potentissime cosche della ‘Ndrangheta, venivano trucidati a colpi di pistola e mitra sei affiliati, facendo scoprire all’Italia e all’Europa intera, ma forse anche al resto del globo, la potenza della ‘Ndrangheta, una potenza internazionale, senza alcuna paura di colpire fuori dai confini nazionali, incurante di scatenare una massiccia risposta dello Stato e delle istituzioni tutte.

In un agguato, con le medesime modalità mafiose tipiche della criminalità organizzata, il 5 settembre 2010 viene colpito a morte, con nove colpi di pistola calibro 9x21 il Sindaco di Pollica (SA), ANGELO VASSALLO, con un chiaro messaggio all’intero territorio cilentano: la criminalità organizzata esiste ed è ben radicata nel Cilento!

L’uccisione del sindaco-pescatore, un amministratore saggio, amante del suo paese d’origine e dell’intero Cilento, non è un omicidio come tutti gli altri, perchè la sua crudeltà e le chiare modalità mafiose, contengono un messaggio esplicito a tutte le altre amministrazioni comunali del circondario, cioè il volere della criminalità organizzata, si ottiene con qualsiasi mezzo pur di raggiungere il  “profitto economico programmato”. Altre sono ancora le analogie tra i due agguati di stampo mafioso. Prima del 2007, piu’ volte le autorità di polizia italiane avevano segnalato alle corrispondenti tedesche la presenza in terra tedesca di personaggi calabresi, facenti parte della ‘Ndrangheta,  dediti a diversi traffici illeciti, dietro la copertura di ristoranti e pizzerie. Ma ovviamente, la Germania non ha mai voluto accettare tale ipotesi investigativa, salvo ricredersi all’indomani della strage di Duisburg.

Nel Cilento nel corso di questi anni, piu’ volte si sono avute delle avvisaglie di infiltrazioni camorristiche, magari nella gestione di strutture turistiche o discoteche; arrestando latitanti in vacanza nelle nostre località balneari, o il prolificare del mercato degli stupefacenti,  ma non si è mai voluto credere a queste avvisaglie, considerate metaforicamente parlando dei fuochi di paglia, salvo anche qui ricredersi all’indomani dell’effimero omicidio del Sindaco-pescatore tutore della legalità, ANGELO VASSALLO.
L’omicidio Vassallo, ha quindi, prepotentemente acceso i riflettori su un territorio fino ad oggi da tutti considerato tranquillo, solo un po’ caotico durante il periodo estivo, esente, quindi, da infiltrazioni mafiose di qualsivoglia organizzazione, dal riciclaggio di denaro di indubbia provenienza, dai delitti propri delle associazioni mafiose come l’usura. Ma purtroppo non è così!
 
Nel Cilento la criminalità organizzata ha tessuto, silente, in tutti questi anni la sua tela, ramificandosi sul territorio cilentano, individuando i possibili obbiettivi, entrando dapprima con il traffico di sostanze stupefacenti, poi acquisendo le quote societarie di alcune strutture alberghiere, per poi successivamente affinarsi, puntando all’edilizia e agli appalti pubblici dei Comuni, mediante la costituzione di aziende ad hoc, che partecipano alle gare d’appalto con ribassi insostenibile per imprese “sane”.
Purtroppo, in questo momento di crisi economica globale, le risorse pubbliche costituite dagli appalti, sono gli unici profitti sicuri, senza rischi, basta semplicemente “farsi amico” qualche amministratore o qualche tecnico comunale, per aggiudicarsi l’appalto con ribassi sulla base d’asta anche del 45/50%.
Ma qualcuno si è mai chiesto come sia possibile realizzare un’opera pubblica con un ribasso del genere? Inspiegabile……
 
Tutto quanto sopra esposto, viene reso ancora piu’ fattibile da tecnici (ingegneri, geometri, tecnici comunali) che si vendono alla criminalità organizzata, allettati magari da qualche misera elargizione in denaro, che è poca cosa rispetto alla “sostanza”, che rimane, invece, nelle casse dell’organizzazione, aumentandone la potenza criminale ed economica. Orbene, esiste una ricetta per arginare tutto ciò?
Certo che esiste, ed il Sindaco/pescatore aveva anticipato i tempi, vigilando sui lavori e gli appalti del proprio Comune, ma forse, così facendo era diventato un personaggio scomodo per qualcuno, la sua lungimiranza amministrativa aveva superato la soglia di tolleranza per le associazioni mafiose, impedendo che un grosso appalto pubblico divenisse moneta sonante per tale organizzazione, quindi è stato eliminato.
Certo è, che la mia esperienza investigativa mi ha insegnato, che omicidi del genere sono pianificati e concordati con tutti i “capi clan” delle famiglie operanti sul territorio, perché conseguenza di tale funesto evento è un’imponente risposta dello Stato, con lo spiegamento di numerose forze di polizia a pattugliamento del territorio.
Evidentemente l’interesse in gioco è abnorme, tale da non temere una risposta dello Stato.
Già in passato, il sottoscritto, sulle pagine di questo quotidiano con un articolo pubblicato il 14/08/2008, aveva denunciato la sottovalutazione nel territorio cilentano del fattore “sicurezza”, ove si invitavano i Sindaci, quali responsabili e coordinatori dell’ordine pubblico, di adoperarsi per una maggiore cooperazione con le Forze dell’Ordine, programmando con i Comandanti delle caserme piani specifici, invitando anche la cittadinanza a fare altrettanto. Nel medesimo articolo poi, si esortavano le amministrazioni comunali a pensare a politiche rivolte a migliorare il benessere sociale e reprimere le dinamiche che creano terreno fertile per il prolificare dei reati di usura e riciclaggio di denaro sporco in attività apparentemente lecite, speculazioni immobiliare, da parte delle infiltrazioni mafiose.
A distanza di due anni, prima del Ferragosto, le pagine di questo giornale davano spazio ad un altro mio intervento sull’organizzazione mafiosa calabrese, la ‘Ndrangheta, ove si rappresentava la pericolosità di questa mafia, che aveva allungato i suoi tentacoli anche sul territorio di Salerno e del Cilento, provata dal grosso sequestro di stupefacenti nel porto di Salerno del 2004, e dall’arresto di un pericoloso latitante, nel dicembre 2008, un vero pezzo da novanta, esponente di spicco di una temibile ‘ndrina della Locride, sorpreso a spasso per le vie di Salerno in compagnia di alcuni complici.
 
Alla luce di quanto rappresentato, il Sindaco/pescatore VASSALLO aveva capito l’importanza di vigilare sul proprio territorio, con una presenza costante e qualificata, ma, forse, da solo non ha avuto la forza necessaria per riuscire ad arginare il fenomeno mafioso, che evidentemente ha ritenuto il comprensorio di Acciaroli, frazione di Pollica, ed altre aree del Cilento, base fertile per ripulire capitali illeciti.
Ora per non rendere vana la morte di questo eroe della legalità, sarebbe necessario creare un consorzio dei comuni del Cilento, quantomeno quelli che si affacciano sulla linea costiera, capace di dotarsi di un’articolazione interna che vigili sugli appalti pubblici, eliminando, se necessario, in seno alle amministrazioni comunali, tutti quei personaggi che fiancheggiano gli interessi della Criminalità.
 
Per ciò che concerne le forze di polizia, forse è giunto il momento di creare nel Cilento un reparto ben piu’ massiccio dal punto di vista numerico, ad esempio un Comando retto da un ufficiale Superiore (maggiore/Ten.Colonnello). In questo modo si potrà avere una competenza globale sull’intero litorale, da Agropoli sino a Sapri, cosa che oggi è deputato a diversi piccoli Reparti. Tenuto conto delle esigenze di contrasto all’evasione fiscale e alla criminalità economico-finanziaria, alla tutela del paesaggio costituente l’area protetta più grande d’Italia, avere un solo Reparto competente sul territorio, garantirebbe una maggiore programmazione degli interventi sia in ambito fiscale, che in ambito di Polizia Giudiziaria, nonchè di repressione dei traffici illeciti e di contrasto al riciclaggio di denaro di indubbia provenienza, in considerazione anche della dipendenza da una unica Procura.
Inoltre, l’accorpamento in un unico Reparto, sarebbe indicato anche nello svolgimento di un’analisi approfondita dei fenomeni presenti sul territorio, interloquendo direttamente con il Comando Provinciale di Salerno. Una accurata regia diretta da un Ufficiale Superiore, capace di programmare con efficacia gli interventi, garantirebbe una maggiore vigilanza ed un’attenta programmazione ed analisi dei fenomeni delinquenziali, per combattere le associazioni a delinquere che approfittando della crisi economica che attanaglia l’intero territorio Cilentano, ponendo in essere frodi di ogni genere.