Criminologia

La Scena del Crimine

L’analisi tecnica e scientifica della scena ove sia stato commesso un crimine risulta essere oggi, un passaggio fondamentale per favorire un’efficace attività investigativa post evento, finalizzata alla ricostruzione di quanto accaduto ed all’identificazione delle possibili vittime e dei responsabili.
Per scena del crimine, si deve intendere l’intera area legata al luogo nel quale sia stato commesso il fatto delittuoso e dove sia possibile individuare e reperire tracce riconducibili allo stesso; da distinguere la scena del crimine primaria, area nella quale è stato commesso il fatto e scena del crimine secondaria, l’area circostante.

 

Se nella fuga successiva ad un omicidio, il reo si fosse accidentalmente ferito e avesse seminato tracce di sangue durante l’allontanamento, la scena del crimine avrebbe l’estensione dell’intero percorso effettuato dall’omicida; verrebbe considerata primaria l’area ove è stato commesso il delitto e secondaria l’area relativa al percorso utilizzato per la fuga.
 
L’importanza di eseguire il sopralluogo giudiziario dove sia stato commesso un crimine, si fonda principalmente sul “principio dell’interscambio di Locard” il quale già nel 1910 asseriva che: quando due entità (persone o cose) entrano in contatto, ognuna lascia sull’altra qualcosa di sé: perciò se un individuo entra in contatto con un luogo (scena del crimine) lascia su questo qualcosa di sé, così come qualcosa del luogo rimarrà sull’individuo.
Allo stato attuale le forze di polizia italiane non hanno predisposto una adeguata formazione per tutto il personale operativo, in materia di polizia scientifica e medicina legale, tale da garantire un corretto rispetto dei protocolli in materia di sopralluoghi giudiziari.
 
Pur riconoscendo un’elevata professionalità degli operatori che per primi si possono trovare a dover gestire nell’immediato il luogo dove è stato commesso un reato, (come gli equipaggi delle volanti), i media hanno evidenziato in più occasioni, le carenze nella tutela dei luoghi da parte degli operatori intervenuti per primi sulla scena, accusandoli di aver “corrotto” , per carenza di preparazione, diverse tracce rendendole inutilizzabili, sia in sede processuale che nella fase investigativa.
Gli esperti di polizia scientifica che intervengono sul “locus delicti”, repertano oggetti ed analizzano luoghi non a caso, ma con lo scopo di fornire adeguate risposte ad una serie di domande, che dovrebbero condurre alla precisa ricostruzione dell’evento e all’identificazione di tutte le persone coinvolte (testimoni, vittime e responsabili).
 
Gli americani, come nella loro consuetudine, raggruppano le finalità del sopralluogo tecnico in una sorta di acronimo: “five W and one H” (Where, What, Who, When, Why and How) dove le cinque W stanno per:
 
Where (dove): la semplice identificazione del luogo dove sia stato commesso il fatto, inteso come scena primaria.
Non sempre rispondere a questa domanda è facile, specie nelle ipotesi in cui il criminale ha spostato il cadavere nel tentativo di occultarlo, o nel caso in cui la vittima ferita si è allontana dal luogo dell’aggressione ed è successivamente deceduta, non potendo più ovviamente fornire informazioni utili su quanto a lei accaduto.
 
What (cosa): con questa domanda si intende comprendere quali siano state le dinamiche che hanno portato alla realizzazione dell’evento
 
Who (chi): chi sia la vittima o l’obbiettivo dell’azione, anche questa domanda può nascondere infinite insidie, si pensi alla possibilità di dover identificare corpi carbonizzati, putrefatti, mutilati o ridotti armai a semplici cumuli di ossa.
 
When (quando): la determinazione dell’ora in cui sia avvenuto il fatto, utile per verificare possibili alibi dei sospetti, ma anche per effettuare valutazioni di possibili profili criminali e alla individuazione del movente. (determinati giorni del calendario legati a culti satanici, orari con precisi significati scaramantici)
 
Why (perchè): il cd “movente”, non sempre riconducibile ad un legame sociale tra la vittima ed il criminale, in particolare nei delitti seriali o commessi da persone affette da gravi patologie mentali, dove ad esempio il legame tra i due soggetti può non essere di tipo sociale, ma geografico.
 
 
La lettera H sta per:
 
How (come): le modalità con le quali viene compiuto un atto, le quali possono essere particolarmente preziose per definire le caratteristiche del reo, per comprendere la tipologia di reato (seriale o occasionale) per valutare la capacità criminale dell’agente, la sua padronanza con le tecniche investigative, la volontà e la lucidità di mascherare e/o cancellare possibili tracce.
 
Il “come” viene commesso un crimine, favorisce anche la formulazione di ipotesi sul possibile movente.
 
Pur nella semplicità dei quesiti, le risposte fornite, se sufficientemente esaustive, portano ad una possibile conclusione positiva dell’indagine, assicurando una corretta ricostruzione dei fatti ed una probabile identificazione dei responsabili.
Nel tentativo di rispondere alle cinque W ed una H, attraverso la repertazione di oggetti e tracce lasciate sul luogo del crimine, non deve essere sottovalutato nessun aspetto, anche l’assenza di elementi oggettivi può costituire un importante indizio. Ad esempio in un caso di omicidio, non trovare l’arma del delitto può significare la volontà del reo di mantenere il possesso dell’arma, perché oggetto personale, facilmente riconducibile a lui o perché utilizzata dallo stesso come “firma” in casi di omicidi seriali o ancora, perché fortemente contaminata.
 
 
La protezione delle tracce o prove, presenti inevitabilmente sulla scena di un crimine, risulta essere un’operazione di difficile attuazione; specie nelle fasi precedenti l’arrivo delle forze di polizia, la presenza incontrollabile di possibili testimoni oculari o semplici curiosi sulla scena è un elemento di contaminazione estremamente condizionante, ma non solo, la possibilità che la vittima, in caso di aggressione, necessiti di immediati soccorsi per essere salvata spinge i presenti a contaminare, spostare ogni cosa, al solo scopo di soccorrere l’aggredito, senza valutare la possibilità di ridurre e danneggiare le informazioni necessarie ad individuare il responsabile.
 
Non essendo possibile recuperare ed utilizzare il materiale corrotto è fondamentale, per gli operatori, ricostruire quanto accaduto nel lasso di tempo intercorso tra la il verificarsi dell’evento e il loro arrivo; risulta essere di fondamentale importanza eseguire l’identificazione di tutti coloro che sono presenti nelle vicinanze ed eseguire un prelievo del profilo genetico, delle impronte digitali e di ogni riscontro utile di tutti coloro che sono fisicamente entrati nell’area della scena primaria. Di particolare importanza è il confronto con colui che ha effettuato la chiamata alle forze dell’ordine. La SC (scena del crimine) può essere identificata in luogo aperto ( parco pubblico, strada, bosco …) o in luogo chiuso (appartamento, garage, struttura di lavoro), per i reati commessi all’interno di veicoli, si può parlare di scena primaria come un luogo chiuso e scena secondaria come luogo aperto.
 
Sulla base delle caratteristiche di dove è stato compiuto il reato le valutazioni da fare sono differenti. La possibilità di contaminazione o di irreparabile danneggiamento delle tracce è molto più frequente nella situazione definita “all’aperto”, così come la possibilità di intrusioni da parte di persone estranee nella zona interdetta: l’operatore di polizia dovrà predisporre, in ogni caso, un cordone di sicurezza con tutti i mezzi a sua disposizione, compresi i veicoli, ed il monitoraggio dell’area dovrà essere continuo.
Di vitale importanza per non rischiare di commettere errori nella valutazione dell’ambiente ed evitare inutili perdite di tempo nella repertazione, il personale di polizia scientifica deve, appena giunto sul posto, essere informato sui percorsi utilizzati per raggiungere la scena primaria e i dispositivi di protezione utilizzati (guanti, copri scarpe) da chiunque si sia avvicinato.
Evitare categoricamente di bere, fumare e mangiare.
La raccolta di prove scientifiche genuine ha dimostrato, nel tempo, di essere fondamentale per garantire una ricostruzione dei fatti vicina alla realtà, fornendo interessanti spunti investigativi e restringendo la cerchia delle ipotesi sull’identità degli autori, tuttavia la sola scienza non è sufficiente a garantire la corretta chiusura del caso.
 
Ogni prova scientifica, elemento investigativo neutro, deve essere utilizzata per confermare spunti investigativi, basati sull’osservazione della scena, sulla anamnesi delle possibili persone coinvolte e dall’incrocio delle informazioni raccolte sul posto.
Una errata o superficiale valutazione della scienze può facilmente indurre in errore nella ricostruzione degli eventi.
A dimostrazione di quanto sia fondamentale l’attività investigativa classica rispetto alla sola repertazione scientifica, si porta ad esempio, un caso avvenuto una decina di anni orsono.
 
Un ragazzo venne arrestato ed in seguito condannato per l’omicidio della sua fidanzata, con la quale il giorno della sua uccisione aveva litigato. Le prove scientifiche, l’ora della morte, le tracce biologiche del ragazzo nella casa della fidanzata, i segni di lotta, le testimonianze dei vicini e un alibi carente, avevano all’epoca dei fatti, indotto gli investigatori a ritenere colpevole il ragazzo: malgrado il giovane si proclamasse innocente non furono eseguiti approfondimenti sulla sua versione dei fatti.
Qualche anno dopo la condanna del giovane, in Germania venne arrestato un camionista tedesco per diversi omicidi compiuti nel suo paese. Durante gli interrogatori egli confessò anche l’omicidio della ragazza italiana, la quale all’epoca dei fatti, dopo il litigio con il fidanzato e a sua insaputa, era uscita di casa.
 
Il camionista tedesco le aveva offerto un passaggio ed in quella occasione l’aveva uccisa.
Ritengo che questo esempio sia molto significativo relativamente all’importanza che deve avere la valutazione oggettiva delle prove scientifiche le quali, se pur altamente sofisticate e precise, forniscono informazioni senza anima, che necessariamente hanno bisogno dell’uomo per essere collocate nella corretta posizione.