Criminologia

La pedofilia e internet

Prima di affrontare il fenomeno della pedofilia in rete, è importante fare alcune considerazioni sulla nuova frontiera mediale della comunicazione: internet.

Lo sviluppo recente in ambito civile di internet, ha portato ad una modificazione delle abitudini sociali contribuendo in modo efficace all’abbattimento del concetto di distanza e di quello di tempo; le informazioni grazie alla rete, viaggiano da un capo all’altro del mondo in tempo reale, favorendo un continuo scambio di notizie ed immagini.

Internet è stata eletta grande enciclopedia del mondo, al suo interno raccoglie notizie, fatti accaduti ovunque nel globo, informazioni scientifiche e culturali, ad esso sono collegate circa 214 Nazioni, ed è composto da circa 250.000 diverse reti, i suoi utenti ogni giorno sono circa 400.000.000, ma non solo.

Oltre ad essere un importante “luogo virtuale” di aggregazione e conoscenza, il cyber spazio comprende una fitta rete di canali di scambio, di commercio di prodotti di ogni genere.

La merce scambiata e commercializzata tuttavia non è sempre legale e non sempre viene commercializzata alla luce del sole; come la tratta degli organi, il commercio di armi, lo scambio di materiale pedo-pornografico.

La quantità di materiale pornografico a danno di minori scambiata nel circuito mediale è impressionante, perché deve rispondere alle esigenze, ai gusti ed alle preferenze, di tutti i possibili clienti in tutto il mondo.

L’avvento di internet, con le sue caratteristiche di anonimato, ha favorito la creazione e lo sviluppo di una vera e propria struttura sociale “pedofilo virtuale” altamente produttiva, che si è irrobustita sfruttando la possibilità di allacciare contatti con i proprio “fedeli” in ogni parte del mondo. Anche se la cyber società dei “boylovers” è numericamente  inferiore rispetto ad un reale e concreto clan, si è ben radicata, rispondendo oggi ad un numero impressionante di richieste, provenienti da ogni dove.

A favorire un tanto ampio sviluppo è la possibilità offerta dalla rete di non essere facilmente identificati e scoperti rispetto all’utilizzo dei normali canali di comunicazione: attraverso l’uso di internet è possibile scambiare il materiale prodotto, ricercarne di nuovo, condividere la medesima deviata “filosofia di amore” verso i bambini, nella serenità di un luogo protetto, ma non solo, anche adescare le piccole vittime ed organizzarsi in vere e proprie associazioni segrete rispetto al normale tessuto sociale.

Oltre a ciò il diffondersi dell’utilizzo del computer, ha spinto un grande numero di pedofili “dormienti”, che per paura sia della condanna sociale che di possibili sanzioni penali non avevano mai esternato la loro parafilia, ad iniziare la navigazione alla ricerca della tanto sognata soddisfazione sessuale.

La possibilità offerta dalla rete di mantenere facilmente l’anonimato, di evitare confronti diretti, (difficile da sopportare per i più impacciati) di avere la possibilità di abbandonare il gioco appena si spinge troppo oltre, ma soprattutto; la situazione virtuale nella quale ci si trova, a metà tra realtà e finzione che offre la migliore possibilità di neutralizzazione, ha fatto si che individui con propensioni sessuali verso i minori abbiano attraverso la rete, individuato il loro canale di emersione, il percorso attraverso il quale realizzare la loro perversione, incontrando nel loro cammino altri soggetti con le medesime aspettative, e attraverso la condivisione, accrescere la propria forza e la spinta nel perseguire i loro scopi.

La vastità della rete consente a tutti, anche a coloro che vivono in piccoli centri abitati altrimenti facilmente riconoscibili, di confondersi e disperdersi, di rimanere invisibili pur avendo un’intensa attività di scambio: immaginate la difficoltà che poteva incontrare un appassionato del genere che desiderasse sfogare le proprie fantasie attraverso la visione di giornali pornografici, nel ricercare il prodotto desiderato dall’edicolante sotto casa.

In un mare di informazioni tanto frammentato (già per una mente adulta e matura è difficile riuscire a selezionare le informazioni che man mano si acquisiscono attraverso una navigazione, anche casuale e a molti sarà capitato di accedere involontariamente in siti a sfondo sessuale), il processo di attivazione di parole chiave nella ricerca e la conseguente apertura di link o pagine indesiderate è complessa ed apparentemente inspiegabile.

Per un bambino, la cui innata curiosità lo induce a ricercare sempre nuove immagini, suoni e giochi, la rete può trasformarsi in un vero e proprio labirinto senza uscita, dove, rischia di cadere nella trappola del predatore, dalla quale difficilmente ne potrà uscire illeso.

Alla famiglia ed alle altre strutture educative spetta il vitale compito di vigilare e guidare i bambini nella navigazione, evitare che si possano perdere, ma soprattutto che possano imbattersi in qualcosa che sia dannoso e pericoloso per la loro salute fisica ed emotiva, che divengano le prede di un invisibile orco.

Il pericolo, non virtuale ma assolutamente reale, si può nascondere anche dietro una semplice conversazione all’interno di quelle infinite stanze chiamate chat.

Anche se il fenomeno della cyber pedofilia, non è tipicamente italiano, ( circa l’80% dei quasi 80.000 siti pedofili identificati è americano), l’Italia ne è ugualmente coinvolta. Lo dimostra l’attività della polizia postale che sin dall’entrata in vigore della legge 269-2002 ha portato ad una lunga serie di chiusure di siti pedo pornografici, nonché il fatto che molti siti pedofili stranieri abbiamo tra le poche lingue selezionabili l’italiano.

La tecnologia che ha portato alla diffusione di un’efficace comunicazione tra pedofili e favorito nuove strategie di adescamento, ha giocato un ruolo altrettanto importante nello sviluppo e nel commercio della pedo pornografia.

L’uso delle telecamere e delle videocamere digitali ha eliminato il rischioso passaggio dello sviluppo delle fotografie compromettenti.

In passato erano pochi i pedofili che possedevano materiale idoneo ad una stampa fatta in casa, il grande costo rendeva questa pratica non accessibile a tutti; ora, chiunque a modici prezzi e nella totale riservatezza, può produrre materiale pornografico da scambiare, senza correre particolari rischi.

Ma non solo, oggi è anche possibile riprodurre situazioni a sfondo erotico che falsamente coinvolgono bambini non direttamente interessati, i “falsi” vengono ricreati grazie a dei fotomontaggi attraverso i quali si possono proiettare fantasie perverse senza sentirne il peso sociale, stimolando nel tempo il desiderio di realizzare quanto immaginato e riprodotto e favorendo un fiorente mercato nero.

La commercializzazione delle immagini a sfondo sessuale vede coinvolte diverse tipologie di utenti, collezionisti privati, scambisti, direttamente coinvolti in atti sessuali oppure solo semplici “amanti del genere”.

Il materiale ricercato si divide per categoria ed ha un costo che oscilla dai 100 euro a scatto fino a raggiungere i 35.000 euro.

Tipologie di materiale commercializzato

Snipe: Immagini catturate all’insaputa delle piccole vittime in luoghi pubblici, prive di riferimenti espliciti ad atti sessuali.

Poose: foto e video in cui i bambini assumono pose oscene, possono essere di nudo integrale o parziale.

CP: immagini o video provenienti da collezioni private scattati o girati all’interno delle abitazioni, comprendono ogni forma di immagine.

Snuff-movies: video con torture, stupri e violenze di ogni genere.

Necro-pedo: video in cui la povera vittima viene uccisa durante l’atto sessuale.

Immaginare quali siano i possibili contenuti del materiale commercializzato quotidianamente in rete, spaventa e terrorizza ogni genitore ed ogni cittadino onesto.

Fortunatamente lo Stato, con accordi internazionali, e molte associazioni mondiali di volontariato, si prodigano nel tentativo di contrastare questa enorme piaga che investe le moderne società in tutto il pianeta, eseguendo continui monitoraggi dello spazio mediale e dei siti in esso presenti.

Una recente riforma all’interno dell’amministrazione della Polizia di Stato italiana ha consentito di creare una sezione interamente dedicata al contrasto del fenomeno della pedofilia on line.

Alcune delle organizzazioni internazionali a tutela dei bambini presenti in internet sono:

ECPAT ( child pornography and child prostitution in Asian tourism)

ASACP (adult sites against child pornography)

WACP (website against child pornography)

EHAP (ethical hackers against pedophilia)

Ogni associazione ha creato un proprio sito in grado di fornire informazioni adeguate all’identificazione di luoghi virtuali potenzialmente pericolosi, ed è in grado di fornire indicazioni utili alla prevenzione di pericoli, per i genitori ed i tutori di minori.

Qualora le accortezze esercitate da parte degli adulti fossero state inefficaci ad evitare un brutto incontro, magari in una chat, sarebbe di grande importanza per localizzare l’“orco”, fornire alla polizia l’indirizzo IP cioè il numero che identifica il computer connesso alla rete e quindi anche il suo utilizzatore.

Come individuare l’indirizzo IP:

Senza disconnettersi, ciccare sul pulsante AVVIO del proprio computer

Cliccare su PROGRAMMI

Successivamente cliccare su “ prompt di MS DOS” si aprirà una finestrella con la scritta:

tipo” C:/WINDOWS”

Scrivere “ netsat” (tutto minuscolo) spazio e poi “_na”

Cliccare “INVIO”

A quel punto dovrebbero comparire una serie di sigle, che individuano l’identità del PC con voi collegato, stampare il tutto con un comando di stampa, e portare le informazioni acquisite all’ufficio di Polizia Postale più vicino dove presentare la denuncia.   

I siti pedofili, contrariamente a quanto si può immaginare, si presentano in modo estremamente piacevole, sfruttando il principio dell’amore verso i bambini, cercando credibilità, inserendo link con siti di associazioni umanitarie a difesa dei piccoli.

Un occhio poco attento, potrebbe non comprendere immediatamente di essersi imbattuto in un sito gestito da un’organizzazione pedofila.

Coloro che praticano il sesso con minori credono fortemente nella bonarietà della loro propensione, credono ad un sincero (ma deviato) amore verso gli infanti. Attraverso internet esternano questa loro convinzione, attivando un processo di elaborazione del pensiero, indispensabile a ricercare consensi all’esterno del loro gruppo, elevando il livello di accettazione sociale.

Uno tra i maggiori siti americani che sponsorizzano la pedofilia prende il nome di “KIDLIBERATION”(liberazione dei bambini), un titolo che lascia spazio a mille interpretazioni anche diametralmente opposte, che proprio per la sua generalità può indurre curiosi a visitarlo e magari ricercare contatti.

Un’altra organizzazione americana, che gestisce la diffusione della pedofilia e la protezione legale dei pedofili di tutto il mondo, è la NAMBLA, considerata dal FBI estremamente pericolosa.

La navigazione in internet da parte dei bambini, deve essere sottoposta al rigoroso controllo di un adulto, il quale deve sempre verificare i percorsi mediatici compiuti (esiste anche un programma che consente di verificare a posteriori tutti i siti aperti durante la navigazione) ed evitare nella maniera più assoluta che il bambino sostituisca il computer, ed i suoi contenuti, alla realtà.