Criminologia

Autopsia Psicologica nei casi di suicidio e morte sospetta

Galles/ Ondata di suicidi tra i giovani, la polizia: patto in Rete..


Bridgend, un tranquillo paesino inglese nel Galles meridionale, è scosso dal sospetto. Sette ragazzi, infatti, che sembrano legati da un patto al di là della semplice amicizia, si sono impiccati uno a distanza di poco tempo dall'altro. E la gente sospetta che questo sia frutto di un agghiacciante patto magari con una setta, stretto via internet. La gente ha cominciato a preoccuparti dopo il duplice suicidio, avvenuto a 24 ore dalla morte di un'amina, di due ragazzi. Tutti minorenni.

La ragazzina si chiamava Natasha Randall e aveva appena 17 anni: la polizia ha sequestrato il suo computer e ha iniziato ad analizzare l'hard disk del pc. Gli inquirenti, infatti, pensano che nell'elaboratore si possa trovare la chiave di questa misteriosa ondata di suicidi. In particolare, i sette morti sono in qualche modo legati l'uno all'altro anche se non tutti si conoscevano tra di loro. Ma quasi tutti frequentavano lo stesso sito internet di chat, dove avevano postato i loro profili. E alla morte hanno ottenuto dei veri e propri monumenti funebri virtuali, siti messi in piedi dagli amici in cui si possono postare dei messaggi e ottenere un "mattone virtuale" nel "muro della rimembranza".

Fonte: www.libero.it  (Mercoledí 23.01.2008 10:36)


Uno degli argomenti di maggiore interesse per la Psichiatria forense consiste nella possibilità di poter analizzare e determinare lo stato psichico e psicologico di un soggetto nel momento in cui compie o subisce un delitto ed in particolare modo quando è trascorso un ampio lasso di tempo dalla sua attuazione. Questa tecnica viene comunemente definita autopsia psicologica. Nonostatnte non sia priva di difficoltà, consiste appunto nella modalità di determinare lo stato mentale di una persona in una fase successiva alla sua morte. Spesso utilizzata nei casi di suicidio o di morti considerate sospetta, l’autopsia psicologica ha avuto un notevole sviluppo nel mondo anglosassone; in Italia invece non ha avuto un grande risalto probabilmente dovuto probabilmente a questioni di natura socio-culturale e giuridica.

In Italia il rapporto fra omicidi e suicidi è pari a 1:5, con un tasso di 5,6 suicidi su 100.000 persone. Si pensi che in Europa il numero dei suicidi è stimanto all’incirca sui 120.000 casi. La tendenza al suicidio è in stretta relazione con l’aumento dell’età. Nella fascia che va dai 15 ai 24 anni si può contare un 8 % dei casi di suicidio, per la fascia > di 65 anni la percentuale sale al 34 %. Il rapporto dei casi a seconda del genere (maschi – femmine) è di 4:1, inverso per quanto riguarda i tentativi di suicidio. Nei casi  di suicidio possiamo distinguere due tipologie di fattori che possono essere considerati come componenti caratteristici di molti casi di suicidio, utili alla previsione, prevenzioni di un tentativo di suicidio. In particolare i fattori predisponenti sono quelle caratteristiche socio-psicologiche come presenza di disturbi mentali, età, sesso, classe sociale, etc...

I fattori precipitanti o scatenanti sono dati dagli eventi di vita che in particolar modo possono incidere sulla psiche del soggetto causando la predisposizione dell’azione suicidiaria (come ad esempio malattie, incidenti, divorzi, lutti, etc...). Quando si vuole analizzare una situazione di suicidio od un tentativo di suicidio è opportuno considerare in particolar modo 3 fattori, che in psicologia vengono classificati con una scala di incidenza da 0 a 6; dove 0 rappresenta nessuna predisposizione al suicidio, e 6 è un potenziale rischio elevato.

  • Accuratezza nella pianificazione del suicidio; in particolare il luogo prescelto (dove), la modalità (come) ed il periodo scelto (quando).
  • Metodo preferito ovvero la letalità del metodo:

a. Avvelenamento da farmaci > irreversibilità

b. Arma da fuoco < irreversibilità

  • Sforzo pre prevenire i soccorsi, quando e come verrà ritrovato il corpo.

L’autopsia psicologica ed l’analisi della morte equivoca (equivocal death analysis EDA) consiste nella ricostruzione della scena del crimine in profondità, al fine di ricavarne informazioni sullamodalità della morte. Analizzando in particolare quei fattori come la causa della morte (o agente fisico), il meccanismo (o agente patologico) ed la modalità ovvero stabilire se si tratta di omicidio, suicidio o incidente. Si tratta quindi di effettuare una valutazione indiretta di natura socio-psicologica dell’individuo deceduto. Un indagine retrospettiva dello stato mentale, dei comportamenti e delle motivazioni che hanno portato alla morte. Ogni individio durante la sua vita solitamente lascia un  impronta tangibile su documenti, opere d’arte, nel luogo in cui abita, nei rapporti sociali ed interpersonali; ed una volta deceduto è possibile identificare queste impronte soggettive lasciate da un suicida, o sospetto tale, e decodificarlo ricavandone cosi un profilo psico-sociale che tenga conto dei conflitti interiori, della dinamica del suicidio, etc.

A partire dagli anni ‘90 si cominciò ad utilizzare una tecnica definita appunto autopsia psicologica applicandola ai più numerosi campi dell’investigazione in materia penale e del settore civile, oltre chè nell’ investigazione criminologica e nei casi di morte sospetta (equivocal death analysis). L’analisi della criminogenesi e della criminodinamica dell’ evento suicida od omicida, sono utili al fine di studiare, i tratti della suà personalità dell’autore, l’iter criminis, ed alcune indicazioni sul cosidetto “iter victimae”, considerando la vittima non è un oggetto unico ed inanimato, ma l’elemento attivo nella deinamica dell’ omicidio. Lo studio della criminogenesi deve tenere conto della dinamica dei fatti, e del ruolo della vittima considerando anche in che modo questa abbia contribuito, coscientemente od incoscientemente all’azione.