Criminologia

Analisi delle funzioni della pena

Fra i secoli XVIII e XIX possiamo assistere ad un evoluzione dei sistemi penali in vigore in tutta Europa, le funzioni della pena e la sua commissione sono cambiate notevolmente.

Appare perciò interessante e utile proporre un confronto con quello che è per noi oggi il sistema penale. Possiamo iniziare dicendo che nel corso dei secoli, come abbiamo visto, la pena assume diverse connotazioni.
 
Prima, nel ‘700, lo scopo della punizione era semplicemente quello di infliggere un dolore fisico, mediante torture, supplizi etc…ed il corpo svolgeva un ruolo centrale in questo gioco fra Boia e condannato; poi l’obiettivo diviene quello di punire, si, ma allo stesso tempo di fare in modo che il condannato possa impiegare il proprio tempo attraverso il lavoro, ed il corpo diventa lo strumento con cui infliggere la pena.
 
Oggi, invece, non si puniscono più solo gli oggetti giuridici (definiti dal codice), intesi come crimini, ma si giudicano anche i comportamenti, gli istinti, le passioni, le anomalie, le infermità, i disadattamenti, gli effetti dell’ambiente o della eredità. Si puniscono delle aggressioni, ma attraverso  queste delle aggressività, lo stupro, ma allo stesso tempo la perversione; l’assassinio che è anche pulsione e desiderio [1].  Inoltre molti crimini, nel corso degli anni, hanno perso il loro significato (per esempio alcuni crimini contro l’autorità religiosa ), ed oggi non sono più puniti come in passato.
 
Ad esempio la “bestemmia” ha perso il suo status di crimine ed oggi non viene più punita come delitto, mantiene semplicemente un’accezione morale negativa. Oggi, infatti, non basta più il punire, ma (già in sede di processo) viene fatta una valutazione globale (multidimensionale) della situazione dell’imputato, valutazione che si basa sulle caratteristiche personologiche, economiche, psichiche e sociali della persona.
 
Basti pensare come è cambiato anche il significato delle parole nei secoli. Nel settecento chiunque commetteva un crimine veniva ritenuto un “criminale” senza considerare neppure le sue ragioni; oggi non si parla più di crimine bensì di delitto e finche un soggetto non viene ritenuto colpevole a tutti gli effetti lo si considera come “imputato” ed addirittura in certi ordinamenti è ritenuto innocente fino a ché non viene dimostrato il contrario [2].
 
Ciò che è importante sottolineare è che oggi non si cerca solo di punire chi è deviante o “outsiders“ ma ci si pongono delle domande per capire le motivazioni del suo agire. Domande come, non solo “chi è l’autore?”, ma “il fatto è accertato o delittuoso?”, “cos’ è questo fatto, questa violenza o questo assassinio?” ecc… .ed inoltre domande riguardanti la personalità del criminale, il suo ambiente sociale, la sua situazione economia, ecc… Infatti, negli anni, si è cercato non solo di punire ma anche di introdurre delle nuove misure di sicurezza e di tutela sia per l’individuo sia per la società come ad esempio nei casi di soggetti che non sono punibili ed allo stesso tempo si dimostrano socialmente pericolosi il ricovero in O.P.G. (Ospedale Psichiatrico Giudiziario).
 
La funzione dei giudici, non è più come in passato, solo quella di giudicare e condannare, bensì quella di accertare le caratteristiche psico - sociali del soggetto e quindi di capire se è imputabile [3] o non, attraverso l’avvalersi del parere di operatori esperti ed attraverso gli strumenti della perizia psichiatrica e criminologia. Un importante contributo in questo senso è stato dato dalla nascita di una nuova scienza: la Criminologia Clinica , disciplina che è alla base dello studio e della valutazione della personalità “deviante”.
 
Possiamo concludere dicendo che il sistema penale moderno, non ha solo una funzione repressivo – punitiva ma si prefigge anche lo scopo di prevenire, per quanto possibili, i delitti.

 

Bibliografia

Michel Foucault - Surveiller et punir. Naissance de la prisons, Gallimard, Paris 1975 (trad. it. Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino 1993).


 

[1] Michel Foucault - Surveiller et punir. Naissance de la prisons, Gallimard, Paris 1975 (trad. it. Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino 1993).

[2] Durante il medioevo era in uso la tortura per estorcere confessioni spesso non vere.

[3] Stabilire la responsabilità penale di un individuo è alla base dell' art 85 del Codice Penale italiano il quale stabilisce che "nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile."inoltre " è imputabile chi ha la capacità d'intendere e di volere". La capacità di intendere e di volere, nel diritto Penale, appartiene all'elemento soggettivo dell'autore di un reato e va presa in considerazione per valutarne lo status di effettiva imputabilità e quindi punibilità del reo. La capacità di intendere e di volere si esprime con il libero arbitrio, quindi con l'idoneità a compiere azioni coscientemente, azioni che devono essere comprese nel significato e nel risultato.