Criminologia

Il Delitto da raptus

Sempre più spesso ci capita di leggere nei quotidiani, o di ascoltare al telegiornale, storie e casi di cronaca violenta nelle quali vengono individuati come fattori scatenanti i cosiddetti raptus di follia.

Storie di personale considerate apparentemente normali che da un giorno all’altro sono capaci di azioni di assoluta violenza ed efferatezza. Secondo chi scrive, invece, il raptus può essere interpretato che la manifestazione evidente di uno stato psicopatologico latente, in un soggetto che presenta una pregressa compromissione della sfera psichica.

Per il dizionario Garzanti il raptus è un impulso subitaneo, tipico di epilettici, malinconici ed isterici. Condizione che evidentemente già prevede la presenza un disagio mentale.

Secondo la psichiatria forense il raptus è da intendersi come turba psichica episodica accessuale del comportamento gestuale e motorio. Consiste nel bisogno imperioso ed irrefrenabile di compiere improvvisamente e inaspettatamente un’azione di natura violenta, dannosa per il soggetto e per gli altri e la cui esecuzione sfugge al controllo di colui che la compie.

Come ci suggerisce Ugo Fornari, questa prima definizione è piuttosto generica ed imprecisa come del resto questo ulteriore approfondimento, secondo cui il raptus è l’improvvisa necessità di passaggio all’atto che sopraviene in risposta ad una imperiosa necessità istintiva o si manifesta come impulso egosintonico o egodistonico o risponde ad esigenze deliranti od allucinatorie.

L’autore riconosce come sia difficile dare definizioni certe di una condotta psicopatologia, come quella che sta alla base del raptus, in cui si possono individuare significati molto diversi e non sempre sovrapponibili e che spesso richiedono modelli di lettura differenziati.

Inoltre, una chiave possibile di lettura, potrebbe essere data dalla interpretazione classificatoria moderna secondo cui il raptus si verifica in una delle seguenti categorie psicopatologiche:

  1. reazione a corto circuito, nei soggetti psicotici disforici, impulsivi, labili d’umore, asociali, esplosivi;
  2. acting-out, nelle nevrosi di carattere o nella nevrosi ossessivo-compulsiva;
  3. raptus ansioso propriamente detto, il quale si registra nelle reazioni nevrotiche acute. Si tratta di crisi acute di angoscia in cui sono presenti stato confusionale o crepuscolare, emergenze impulsive, dismnesie o amnesie per l’episodio critico;
  4. automatismo psichico nelle bouffèes deliranti (raptus melancholicus e raptus schizofrenico) e nelle sindromi confusionali. In questo caso l’azione si manifesta in una condizione onirica od oniroide, con compromissione può meno accentuata dello stato di coscienza e ricordo parziale o frammentato, in alcuni casi assente.
  5. automatismo allucinatorio può essere presente nel corso di una sindrome confusionale o di un episodio dissociativo acuto od una schizofrenia, come espressione di allucinazioni psichiche.
  6. impulso patologico tipico nelle psicosi organiche (epilettiche, etiliche, demenziali) e nelle insufficienza mentale. 

In entrambi i primi due casi sopraccitati le manifestazioni comportamentali sono la conseguenza di una scarica emotivo-affettiva improvvisa, a patogenesi conflittuale o meno. La coscienza risulta essere conservata [1] o lievemente ottenebrata in via del tutto transitoria.

Questa classificazione, infine, è puramente descrittiva e non sistematica e deve comunque essere integrata nella più ampia questione del delitto d’impeto.

Come si è potuto vedere risulta molto difficile definire con precisione quali meccanismi psichici sono alla base del raptus di follia. Anche fra gli stessi psichiatri ci sono opinioni discordanti e non solo in termini classificatori.

Ad ogni modo, anche la normativa penale non considera il raptus come entità giuridicamente rilevante, ed ad eccezione di alcuni casi non viene neppure considerata come causa di non imputabilità se non subordinata ad un disturbo psichico diagnosticato.

 

Bibliografia

  1. Fornari U. (1989) Psicopatologia e psichiatria forense. Utet
  2. Dizionario Garzanti della lingua italiana.

[1] Risulta interessante da un punto di vista processuale la possibilità che non vi siano problematiche che possono in qualche modo modificare, attenuare la capacità di intendere o di volere; in alcuni casi questa viene attenuata. Ciò non toglie che non vi sia un ‘ ipotesi che possa attenuare la pericolosità sociale (ex art 203 c.p.) .