Analisi

Prevenzione e Conoscenza per una cultura della legalità

lady justicePixabyfreeImmageOgni nostro piccolo passo verso la cultura della legalità, realizza interessanti comportamenti morali, i quali attimo dopo attimo producono e trasferiscono le giuste conoscenze per ristrutturare il sentiero etico e morale, che ogni essere umano deve (dovrebbe) percorrere.

La società vive e si perfeziona per le leggi di giustizia. Si tolga dal mondo la giustizia, sarà tolto Dio stesso; e senza Dio come concepire la società? Così esordiva un libro del 1833, “Legalità, Legittimità”, stampato a Parigi per il Governo Pontificio. Ma possiamo oggi ottenere una forma più laica del rapporto Giustizia-Legalità e se la richiamiamo, sia in senso giuridico che sociale piuttosto che filosofico, otterremo più o meno la stessa cosa, almeno per la parte che identifica un mondo senza leggi è un mondo privo di giustizia, nel rispetto ovviamente del “Nullum Crimen, Nulla Poena Sine Lege” da dove poi emerge anche il principio di Legalità per le società democratiche e libere.
Volendo però inserire il concetto di legalità all'interno della cultura di un popolo, vuol dire innanzitutto verificare il livello di conformità che ogni singolo individuo, quale soggetto costituente la società politico-collettiva, pone dinanzi alla necessità, nonché importanza, di attenersi e rispettare regole giuridiche. L'identità di una comunità è costruita proprio dall'insieme dei valori ai quali ogni cittadino dovrebbe significare attraverso le modalità comportamentali, manifestando interesse prioritario alla legalità. È un ordine di cose che si concretizzano nel rispetto della vita quotidiana di una collettività nonché nella garanzia dei diritti e doveri dei singoli e delle istituzioni.
In un sistema politico-giuridico, come il nostro, seppur incontriamo leggi e regolamenti importanti che disciplinano, in qualche maniera, l'obbligo di esercitare azioni, comportamenti e gestioni, nel rispetto della legge, ci troviamo spesso, sempre più spesso, a fare i conti con un ambiente il quale non manifesta in totale libertà l'essenza e la reale accezione di legalità.
Cosa occorre, dunque, per far fronte a questa necessità e urgenza che contraddistingue la legittimità comportamentale dalla delittuosità delle azioni? Viene spontaneo qui richiamare un termine che interessa in modo profondo un'altra condizione, la sicurezza, ed è la prevenzione.
Difatti come per la sicurezza, la prevenzione dove più è proposta, alimentata, strutturata e gestita, tanto più si manifesta nella sua totale espressione di benessere per le collettività e di sviluppo per i territori. Ma per fa sì che questa venga edificata nella sua immagine e dottrina giuridico-politica e comportamentale, abbisogna di un altro strumento che si chiama cultura.
Ebbene quanto crediamo possa essere utile nei nostri contesti territoriali una cultura di legalità (?) Se si diffondesse di più, molto di più, il significato unitamente all'importanza di vivere in legalità, probabilmente da ora e per le prossime generazioni otterremo un immagine di società civile degna di questo nome.
La criminologia pone nei suoi studi interessanti argomenti inerenti all'imprescindibile connubio tra legalità e sicurezza e lo fa con la giusta proporzionalità tra l'accettare o meno, da parte della società, la cultura e dunque la condizione di uno status di legalità. Vi è quindi un rapporto tra ambiente, uomo e comunità che non lascia nessun dubbio sulla necessità che l'individuo, per vivere in gruppo e di conseguenza essere parte integrante della collettività, deve obbligarsi ad accettare le regole, giuridiche e legislative, che lo Stato emana attraverso i suoi organi istituzionali.
Tuttavia noi tutti, come singoli o come società, dobbiamo fare una riflessione, magari animata dalla persuasione che il nostro pensiero possa generare, edificare e strutturare elaborazioni genuine atte a farci identificare come soggetti moralmente conformi alle regole di convivenza, ed è quella di accettare l'idea che viviamo la nostra vita comunitaria non come singoli individui ai quali assoggettare la massa che ci circonda, piuttosto come parte necessaria alla costituzione della collettività, allorché siamo noi singoli cittadini, qualsiasi ruolo occupiamo, che dobbiamo rispettare la società e attraverso essa le regole, alle quali un popolo democratico deve attenersi.
Per cui ogni singola nostra azione illegale oltre a nuocere noi stessi inquina una comunità intera.
Di contro, ogni nostro piccolo passo verso la cultura della legalità, realizza interessanti comportamenti morali, i quali attimo dopo attimo producono e trasferiscono le giuste conoscenze per ristrutturare il sentiero etico e morale, che ogni essere umano deve (dovrebbe) percorrere. Perché la legalità è un prodotto di socialità e questa nostra società non è stata edificata sulle azioni immorali o illegali, bensì sulla prospettiva che le dottrine democratiche possano continuamente evolversi per noi stessi e soprattutto per i nostri discendenti, affinché riescano a vivere il loro futuro, al quale noi oggi possiamo contribuire ad edificare, basato sui valori universali di un comune destino: nutrirsi di legalità.