Analisi

La "Cross Examination"

La cross-examination ovvero l' esame incrociato costituisce uno dei principali mezzi di acquisizione della prova testimoniale nell’ ambito del processo penale.
E' essenzialmente costituita dalle domande che le parti fanno alle persone chiamate a testimoniare e dalle risposte che queste danno e verte non su ciò che è successo ma su quello che viene detto di ciò che è successo.
Chi si presenta al dibattimento, durante l' escussione probatoria, può essere sottoposto a quattro tipi di esame:
  • esame diretto: ha la finalità di far emergere fatti inquadrati in una versione della storia che possono influenzare favorevolmente chi deve giudicare; le domande ( ex art. 498 c.p.p. ) sono rivolte direttamente dal P.M. o dal difensore che ha chiesto l’ esame del testimone che è presentato dalla parte che effettua l’ esame; si presenta con la cooperazione dei propri testimoni una versione utile alla propria finalità, attraverso un’ epistemologia di tipo confirmatorio;
  • controesame: mira a dimostrare che i fatti asseriti nell’ esame diretto non sono veri o non sono esatti o non sono completi, screditare il teste, forzarlo ad ammettere certi fatti, dimostrare che il teste ha affermato in altre occasioni cose diverse; le domande ( ex art. 498 c.p.p. ) sono rivolte dalla parte che non ha chiesto l’ esame e che quindi interroga i testimoni presentati dalla controparte; si cerca di contrastare la versione presentata dalla controparte nell’ esame diretto o nel riesame controesaminando nuovamente il testimone, attraverso un’ epistemologia di tipo falsificazionista
  • riesame: ha lo scopo di interrogare di nuovo direttamente il proprio testimone già sottoposto dall’ avversario a controesame per chiarire, rettificare, completare quanto emerso nel controesame o per ristabilire la sua attendibilità; le nuove domande ( ex art. 498 c.p.p. ) sono poste da chi ha chiesto l’ esame che riesamina, appunto, il proprio testimone; si riconferma con la cooperazione dei propri testimoni una versione utile alla propria finalità, attraverso un’ epistemologia di tipo confirmatorio
  • interrogatorio da parte del giudice: ex art. 422 c.p.p.
I fattori da tener presente nello studio dell’ “ arte di porre domande ”, ovvero le variabili sulla quale si basa la formulazione della domanda sono:
- il contesto in cui essa viene posta,
- gli elementi che la compongono,
- i fini e gli obiettivi che i vogliono perseguire formulandola.
Una domanda, di solito non è soltanto una domanda ma assume taluni fatti.
Le assunzioni comprendono:
presunzioni: consistono nel fatto che normalmente, quando si fa la domanda: non si conosce la risposta, si ritiene che esista e si vuole conoscerla, si ritiene che l’ interrogato sia in grado di offrirla, si crede nella verità dei presupposti della propria domanda….anche se in realtà non è sempre vero: specie nell’ esame diretto si pone una domanda proprio perché se ne conosce la risposta, nel controesame si ricorre spesso a domande a cui si suppone il teste non voglia rispondere o non possa o che contengono elementi atti a confonderlo o a farlo contraddire.
presupposti: sono le premesse non dimostrate, vere o false, della domanda, sono la condizione logica preliminare per poter porre una domanda, che per essere soddisfatta necessita della conferma delle premesse
Le domande servono quindi non solo per acquisire conoscenza ma anche per influenzare le risposte e quindi persuadere.
La composizione semantica della domanda riguarda il significato delle parole usate nel contesto in cui essa è posta, la composizione sintattica della domanda riguarda la relazione delle parole all’ interno della frase ed altri aspetti quali il tono o la frequenza con cui sono poste le domande,
Una fondamentale partizione delle domande prende in considerazione la gamma di risposte che quelle rendono possibili, pertanto si distinguono:
1. domande aperte: lasciano ampia libertà di risposta, sono preferibili quando il soggetto è poco conosciuto dall’ intervistatore o ha opinioni incerte, si affrontano argomenti complessi, l’ area comportamentale è ampi e poco nota
2. domande chiuse: comportano una scelta tra le alternative previste nel costrutto della domanda; sono da preferire quando il livello di comunicazione è chiaro, è presente un comune schema di riferimento, si affrontano argomenti scabrosi, l’ area comportamentale è delimitata e sufficientemente nota--------suddivise in:
a. domande selettive: sono a scelta obbligatoria, bisogna sceglire tra le alternative contenute nella domanda
b. domande di identificazione: richiedono di identificare la risposta ad una domanda effettiva e presentarla come risposta
3. domande di richiamo: tendono a stimolare la memoria e vengono utilizzate per ottenere informazioni e ricostruire fatti, ma anche per “ rompere il ghiaccio” e facilitare la comunicazione con il soggetto
4. domande di elaborazione: richiedono uno sforzo cognitivo da parte del soggetto perché mirano ad ottenere giudizi ed interpretazioni
5. domande conduttrici o portanti: sono quelle che contengono implicitamente una risposta ( presupposto ) e servono ad influenzare la risposta del soggetto per rinforzare l’ aspettativa del richiedente
a. di tipo deduttivo: in cui l’ inferenza ha carattere di deduzione
b. di tipo congetturale: in cui l’ inferenza è ottenuta tramite abduzione o induzione
6. domande esplorative: servono per verificare se il soggetto sa qualcosa che noi conosciamo ( per far sapere al giudicante ) o ignoriamo ( per sapere )
7. domande di concatenazione: permettono di focalizzare e di apprendere più dettagliatamente degli argomenti o dei fatti già riportati dal teste
8. pseudo-domande: servono per far dire ciò che sappiamo l’ altro sa e presumiamo voglia dire ( nell’ esame diretto per far sapere al giudicante ), per “ preparare “ il proprio teste contro le domande avversarie ( preparazione al controesame ), per far commentare un’ affermazione
9. domande tendenziose: ammesse solo nel controesame ed utilizzate per far sapere al giudicante, servono a far dire ciò che l’ interrogante sa e che il soggetto si presuma non voglia dire o ciò che il soggetto non sapeva prima che facessimo la domanda ( creazione di pseudo-memorie )
10. domande oziose: dicono ovvietà, servono a perdere o guadagnare tempo, a sottolineare la risposta data dal teste, ad esprimere una reazione emotiva per fer sapere al giudicante o guidare il teste
11. domande guida: che in qualche modo dirigono ed indirizzano le risposte del teste
12. domande implicite: che possono far dire al testimone qualcosa che in assenza di quella strutturazione della domanda non sarebbe stato presente nella sua memoria
Sono vietate, ai sensi dell’ art. 499 c.p.p., le domande che possono nuocere alla sincerità delle risposte ( in tutti e tre i tipi di esame ), mentre nell’ esame diretto e nel riesame sono vietate le domande suggestive ossia quelle che suggeriscono le risposte possibili nel controesame finalizzato a verificare l' attendibilità del testimone.
A seconda della sequenza che si segue nel fare le domande si distinguono le seguenti successioni di domande:
  • a tunnel: sequenza di domande chiuse
  • a imbuto: sequenza di domande da aperte a chiuse
  • a imbuto rovesciato: sequenza di domande da chiuse ad aperte
  • irregolare: sequenza alternativa di domande chiuse e aperte
Gli aspetti da valutare dovrebbero essere
il verbale: ovvero le parole che sono dette
il paraverbale: tono, timbro, volume, inflessione della voce
il non verbale, chiamato anche "IL LINGUAGGIO DEL CORPO". Per esempio il contatto con gli occhi, i movimenti del corpo, delle mani, dei piedi, ecc….
tenendo presente che nella testimonianza sono possibili interferenze ostative della fissazione percettiva: interferenze fisiche ( circostanze, luce, tempo di esposizione, posizione…), interferenze fisiologiche ( stanchezza, deficit sensoriali, età…. ), interferenze psicologiche ( semplificazione, percezione gestaltica, percezione emotiva-affettiva, distribuzione, posizione seriale, atteggiamento conoscitivo, aspettative, gravità, personalità, effetto arma, stereotipi….. ).