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Scritto da Danilo Levote
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mercoledì 27 gennaio 2010 19:24 |
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Il suicidio (dal latino “sui caedere” uccidere se stessi) è nella letteratura, tratteggiato come l’epilogo estremo di uno stato di sofferenza psichica e morale, che trova la propria realizzazione in un comportamento autolesionistico tanto grave da procurare la morte del soggetto che lo vive.
L’autodistruttività umana nasce come fenomeno sociale sulla scia dello sviluppo economico degli antichi centri rurali, l’industrializzazione e monetizzazione della vita ha aggiunto un nuovo valore, all’esistenza: quello materiale, depersonalizzando l’individuo e sminuendo l’antico valore umano.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 gennaio 2010 19:32 )
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